C'è un nuovo Dpcm all'orizzonte. Sarà restrittivo, perché il timore di una nuova impennata è ormai dichiarato. Tuttavia, più che nelle nuove norme la vera e propria stretta dovrebbe maturare con il cambio di colori di diverse regioni. La revisione dei parametri di fatto potrebbe portare due regioni in rosso (la Calabria e la Lombardia) e ben dodici in rosso. Determinanti saranno i prossimi dati, ma se il trend dovesse essere confermato l'Italia subirebbe limitazioni considerevoli già a partire dalla prossima analisi della situazione.

Nuovo Dpcm: parte il 16 gennaio

Si attende di capire quello che sarà il prossimo testo del Dpcm, ma in attesa dei dettagli la direzione appare ormai chiara.

A partire dal fatto che pare scontata l'ipotesi di prorogare lo stato d'emergenza almeno fino al prossimo 30 aprile. Da tempo si ipotizzano una serie di restrizioni aggiuntive come, ad esempio, il divieto di mobilità interregionale anche tra regioni gialle e il divieto d'asporto per i bar alle 18 per evitare momenti di convivialità improvvisati all'aperto.

Proprio su questo punto sembra che la limitazione non riguarderà i ristoranti che, anche oltre l'orario previsto nelle regioni gialle, potranno continuare ad operare con l'asporto e la consegna a domicilio. Facoltà che sarà ancora riservata all'attività di ristorazione in territorio rosso ed in arancio, dove il servizio in loco continuerà ad essere vietato. Scontato il mantenimento del coprifuocoo, così come appare lontana l'ipotesi dell'apertura delle palestre.

Se non nelle zone bianche, che potrebbero essere istituite dal prossimo Dpcm.

Dpcm: bar e ristoranti chiuderanno in tante regioni

Ma al di là di quelle che potranno essere le nuove norme, le limitazioni potrebbero derivare dal cambio di colore di diverse regioni. Molto dipenderà dall'ormai nota scelta di abbassare le soglie per vedere crescere le proprie restrizioni.

Con Rt a 1,25 (prima era 1,5) e rischio etichettato come "alto o moderato" si va in zona rossa. Il rischio è un'unità di misura convenzionale che è effetto della valutazioni di diversi parametri, tra cui quelli relativi alla pressione sui sistemi sanitari.

Zone rosse e arancioni dal fine settimana: il punto

Alcune ricostruzioni giornalistiche, tra cui quelle de La Stampa, iniziano ad ipotizzare come probabile l'entrata in zona rossa di Calabria e Lombardia.

In questo caso come è noto scatta il divieto di uscire di casa senza motivi di lavoro, salute o necessità, ma anche la chiusura dei negozi non essenziali. Restano chiusi bar e ristoranti, come lo restano in zona arancione.

Questa misura sembrava potesse essere prevista per tutto il territorio nazionale nei fine settimana, ma l'evidenza dice che l'andamento dell'epidemia a livello nazionale potrebbe far si che arrivi un'ordinanza che la decreti per tutti i giorni su oltre metà delle regioni.

Esattamente dodici. Basta avere un Rt sopra 1 (prima era 1,25) e rischio "alto". Candidate a fare parte della cerchia, sempre secondo le valutazioni de La Stampa, in questione sono: Emilia Romagna , Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Alto Adige, Trentino, Puglia, Umbria, Sicilia e Veneto.

Da valutare fino alla fine, invece, la situazione di Lazio e Molise.

In arancione scatta anche in automatico la stretta sugli spostamenti, poiché non si può uscire dal proprio comune senza motivi di lavoro, salute e necessità. Piccola deroga per chi vive in realtà con meno di 5000 abitanti, da cui ci si può spostare nel raggio di 30 chilometri. Avendo, però, cura di non raggiungere i capoluoghi di provincia.

Restano, ovviamente, l'obbligo di indossare la mascherina ed il divieto di assembramenti. In relazione alla possibile istituzione di nuove zone rosse si ipotizza, inoltre, che come nei giorni di Natale si continui a offrire la possibilità di spostarsi in massimo due persone verso altre abitazioni private. Due al netto di minori di anni quattordici o persone non autosufficienti.

Da valutare come questa facoltà, eventualmente, sarà fatta impattare con altre limitazione come quelle relative al divieto di uscita dal comune in zona arancione.

C'è anche la zona bianca tra le novità del Dpcm. Dove vanno via quasi tutti i divieti e le restrizioni. Per averla basta scendere sotto i 50 contagi settimanali per 100.000 abitanti e Rt sotto 0,5. Orizzonte molto lontano, ad oggi, per quasi tutte le regioni.

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