Per arrivare alla scadenza dell'attuale Dpcm bisognerà aspettare al 5 marzo. Potrebbe essere quella la data in cui ci sarà una prima strategia di contenimento del virus messa in campo dal governo di Mario Draghi. Quello che è certo è che l'ultimo provvedimento del Conte 2 sarà la proroga al divieto di spostamento tra regioni dal 16 al 25 febbraio. Vietato, per quel range temporale, muoversi oltre i confini regionali. Anche tra regioni gialle, per spostarsi bisognerà avere comprovati motivi di lavoro, salute o necessità.

Nuovo Dpcm: la questione varianti preoccupa

I possibili orientamenti del nuovo governo potrebbero anche dipendere da quella che sarà la situazione epidemiologica. Ad oggi sta emergendo che la rilevazione della nuova variante inglese, con percentuali significative (17,8% nella campionatura dei positivi effettuata), preoccupa non poco gli esperti. Stando a quanto riporta Repubblica, sulla base del parere degli scienziati, il ministro della Salute Roberto Speranza potrebbe firmare un'ordinanza in cui si blocca la riapertura degli impianti sciistici prevista per lunedì 15 febbraio. Dagli esperti sarebbe, inoltre, arrivato un "no" alla possibilità che si possano riaprire cinema e teatri in sicurezza.

Stesso discorso anche relativamente alla possibile riapertura dei ristoranti la sera.

Buona parte dei timori riguardano l'eventualità che la variante inglese possa diventare dominante, generando problemi per effetto di una contagiosità molto più elevata rispetto alla versione tradizionale del virus. La buona notizia, come è noto, è che non altera l'efficacia dei vaccini.

Riaperture ristoranti la sera: dopo i protocolli, toccherà alla politica decidere

Pochi giorni fa era arrivata da parte del Comitato Tecnico Scientifico un parere riguardo alla possibilità di aprire i ristoranti la sera, almeno in zona gialla. In quel caso i tecnici avevano provveduto a segnalare quelli che potevano essere i protocolli adeguati al massimo standard di sicurezza possibile, sottolineando quanto però l'eventualità potesse costituire un rischio aggiuntivo.

“Circa la previsione di rimodulazione delle misure previste nelle diverse fasce di rischio", faceva sapere il Cts ai primi di febbraio “si rimanda alle valutazioni del decisore politico".

Principio che in sostanza vale anche per tutte quelle che sono le determinazioni degli scienziati. Tocca poi alla Politica trovare un punto di equilibrio trai rischi segnalati a livello epidemiologico e la necessità di tenere in piedi altri ambiti del Paese, tra cui quello socio-economico.

Riaperture e zone gialle, criticità per gli esperti

Fino ad ora il governo Conte 2 ha sempre scelto la linea della prudenza, pur provando a concedere qualche allentamento sulla base di quelle che potevano essere i colori determinati dai livelli epidemiologici.

Soprattutto per le zone gialle non sono mancate le critiche da parte di alcuni virologi. Questi hanno segnalato come fossero troppo blande le misure "in giallo'. Concetto rafforzato ponendo l'attenzione su numeri che, in qualche occasione, hanno portato ad un peggioramento dei livelli di contagio. A differenza, invece, di quanto accadeva in zone arancioni e soprattutto rosse, dove le restrizioni avrebbero offerto risultati più tangibili nel contenimento del contagio

D'altra parte c'è stato anche chi ha posto l'accento sulla necessità di riaperture da fare in sicurezza, per evitare che alcuni settori già al collasso paghino conseguenze più gravi.

Le palestre, in cinema e i teatri sono chiusi, ad esempio, ormai da diverso tempo Per loro, al momento, l'unica possibilità di riaprire è quella che la loro regione finisca in zona bianca.

Circostanza che, al momento, non si è verificata in alcuna parte d'Italia e che resta lontana per la maggior parte del Paese, in base ai livelli di contagio censiti anche negli ultimi giorni.

Adesso c'è curiosità di capire come, eventualmente, il governo si interfaccerà alla questione. Il ministro della Salute non è cambiato. Al timone del dicastero è rimasto Roberto Speranza, ma negli equilibri governativi interverranno nuovi fattori che potrebbero anche pesare nelle decisioni.

Riaperture, le parole di Salvini sono chiare

Il cambio del governo è caratterizzato anche dalla creazione di una nuova maggioranza. All'interno delle forze che sostengono l'esecutivo presieduto da Mario Draghi c'è anche chi potrebbe premere per uno sforzo verso riaperture in sicurezza.

Lo si evince da un virgolettato di Matteo Salvini riportato in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. "La cosa più urgente sul tavolo del governo?" gli chiedono e la risposta è chiara: "Ovviamente, le vaccinazioni, il lavoro e le riaperture di bar, ristoranti e palestre...". E il fatto che a parlare sia il leader di un partito oggi governativo come la Lega autorizza a credere che la linea del governo Draghi dovrà tenere conto anche delle varie correnti che lo sostengono.

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