Guido Crosetto chiede la fine del coprifuoco e la riapertura di ristoranti e locali pubblici. Il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, è ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita nella serata di giovedì 15 aprile. Crosetto se la prende contro tutte quelle persone che hanno deciso la chiusura dei locali pubblici o si permette di commentare negativamente le proteste dei ristoratori: “Non si rendono conto”. Ma le sue critiche sono indirizzate anche contro il coprifuoco ancora in vigore: “Non capisco perché continuiamo ad accettarlo”.

Guido Crosetto ospite di Piazzapulita

“Intanto il governo Draghi avrebbe dovuto evitare, in questi mesi trascorsi, che la disperazione crescesse a fianco della crescita della miseria”, dichiara Guido Crosetto a Piazzapulita. “Noi abbiamo obbligato delle persone a tenere chiuso, ma quelle persone ogni mese di chiusura accumulavano costi: l’affitto, le scadenze, i debiti bancari. Perché non tutti avevano da generazioni un ristorante”, puntualizza il coordinatore di Fdi con una dura critica Politica. Dunque, a suo modo di vedere, “la prima cosa da sedare era il fatto che la gente ogni mese diventava più povera”.

Crosetto: ‘Chi ha continuato a ricevere lo stipendio non si è reso conto’

Secondo Crosetto, infatti, “chi commenta e chi ha deciso queste cose, ogni mese ha continuato a ricevere il proprio stipendio.

Quindi non si è reso conto di cosa è successo all’altra parte del Paese. Non fino in fondo”. L’esponente politico vicino a Giorgia Meloni ricorda come i depositi bancari siano aumentati negli ultimi tempi. “Il che significa - spiega - che una parte del Paese ha continuato ad avere il suo reddito. Non potendolo spendere né per muoversi, né per lavorare, né ai ristoranti, è diventata più ricca perché ne ha spesi meno”.

L’altra faccia della medaglia di questo fenomeno, prosegue Crosetto, è che “c’è gente che ogni mese, non solo vedeva diminuire il conto in banca se ce lo aveva, ma lo vedeva andare sempre più sottozero”.

Il coordinatore di Fratelli d’Italia chiede la fine del coprifuoco

Guido Crosetto riflette sulla “disperazione” delle persone che non hanno un reddito.

“Quanto può rimanere civile una persona di fronte ad alcune cose non razionali?”, si chiede facendo come esempio il confronto tra una tabaccheria “di 30 metri quadri che rimane aperta dall’inizio della pandemia”, mentre il negozio di fianco che vende scarpe o vestiti è dovuto restare chiuso. Ma il dito di Crosetto è puntato anche contro il coprifuoco. “Un’altra cosa che io non ho capito, che non c’entra con l’attività economica ma con la libertà - si lamenta - è il fatto che continuiamo ad accettare che alle 22 c’è il coprifuoco. Al di là del momento straordinario, a me il fatto che non posso decidere di uscire di casa alle 22.30 a farmi una passeggiata, e che lo accettiamo come se fosse una cosa normale, mi sconvolge.

Io che non uscirei lo stesso non riesco ad accettare che qualcuno me lo impedisca”, conclude.

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