Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha aggiornato il 7 maggio 2026 la pagina ufficiale dedicata a Scholars at Risk (SAR), la rete internazionale che protegge accademici minacciati o perseguitati. L’aggiornamento conferma un fatto che in Italia nessuno vuole vedere: gli studiosi rifugiati politici esistono, ma non vengono riconosciuti come categoria autonoma nei dati ufficiali.

Un fenomeno reale, ma invisibile nelle statistiche

Secondo la fonte primaria del CNR, SAR riunisce 550 università in oltre 40 Paesi e ogni anno accoglie centinaia di studiosi in pericolo, offrendo programmi di protezione da 3 a 36 mesi.

Eppure, nei sistemi statistici italiani ed europei, i rifugiati vengono classificati solo per:

  • nazionalità

  • età

  • genere

  • status giuridico

Mai per professione, livello accademico o attività di ricerca.

Il risultato è un paradosso evidente:

una categoria reale, crescente, ma invisibile nei dati ufficiali.

Gli studiosi rifugiati vengono accolti dalle università, ma non vengono contati come studiosi. Scompaiono nelle statistiche generiche dei richiedenti asilo, perdendo identità professionale e riconoscimento.

Il nodo centrale: manca il riconoscimento dello status di “studioso internazionale indipendente”

Il problema diventa ancora più evidente quando si parla di studiosi indipendenti, cioè ricercatori che lavorano fuori dalle istituzioni, spesso da remoto, con produzione scientifica autonoma.

In Italia ed Europa questa figura non esiste giuridicamente:

  • non è una categoria statistica

  • non è una categoria professionale

  • non è una categoria accademica

  • non è una categoria nei sistemi di protezione

Eppure, nella realtà contemporanea, gli studiosi indipendenti sono sempre più numerosi e spesso più vulnerabili, perché privi di un’istituzione che li tuteli.

Dove esiste già lo “studioso indipendente”: l’esempio internazionale

All’estero, invece, la figura è riconosciuta e utilizzata.

Esempi concreti:

  • USA – L’American Historical Association, la Modern Language Association e molte altre organizzazioni accademiche prevedono la categoria Independent Scholar nei loro registri, conferenze e bandi.

  • Canada – Le università e i programmi di ricerca includono gli Independent Researchers come categoria valida per collaborazioni e progetti.

  • Regno Unito – Molti enti culturali e accademici riconoscono formalmente gli Independent Scholars nei programmi di fellowship e nelle call for papers.

  • Scholars at Risk (SAR) – Accoglie anche studiosi non affiliati, purché dimostrino produzione scientifica e rischio documentato.

Quindi la figura esiste già nel mondo anglosassone e nei network internazionali.

Manca solo in Italia ed Europa.

Perché questo vuoto è un problema serio

L’assenza di una categoria ufficiale produce tre effetti:

  1. Cancellazione professionale Lo studioso indipendente rifugiato non viene riconosciuto come tale.

  2. Invisibilità politica Se una categoria non esiste nei dati, non esiste nelle politiche pubbliche.

  3. Assenza di tutele Senza riconoscimento, non può accedere a bandi, fondi, protezioni o percorsi di carriera.

  4. Non ha una dignità economica