Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sollecitato i vertici dell’Unione Europea a rafforzare il coordinamento e la vigilanza alle frontiere in risposta al recente focolaio del virus Ebola Bundibugyo. La lettera, indirizzata al Presidente di turno dell’UE Nikos Christodoulides, al Presidente del Consiglio europeo António Costa e alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, evidenzia la necessità di regole comuni per la gestione degli arrivi dalle zone colpite.
L’Italia ritiene che la situazione epidemiologica nell’Africa centrale, legata all’attuale focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, richieda la massima attenzione.
La richiesta di Meloni mira a promuovere un coordinamento rafforzato, pur nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, attraverso l’adozione di linee guida condivise per gli arrivi diretti e indiretti dalle aree a rischio.
Misure globali di contenimento dell'Ebola
La diffusione del ceppo Bundibugyo del virus Ebola ha spinto la World Health Organization (WHO) a dichiarare, il 17 maggio 2026, lo stato di Emergenza di Sanità Pubblica di Rilevanza Internazionale nella Repubblica Democratica del Congo. La WHO ha segnalato un elevato rischio di propagazione nei paesi vicini, innescando una serie di risposte a livello globale.
Numerosi Stati hanno già introdotto restrizioni e controlli specifici per i viaggiatori.
Gli Stati Uniti hanno vietato l’ingresso a non cittadini e possessori di green card che abbiano viaggiato di recente nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o in Sud Sudan. Il Canada ha imposto un blocco temporaneo di 90 giorni per i residenti provenienti dalle stesse aree. Altri paesi, tra cui Messico, Bahamas, India, Giordania, Bahrain, Isole Cayman, Thailandia e Kenya, hanno adottato misure rigorose che includono screening, quarantena e restrizioni agli arrivi per contenere la diffusione del virus.
La posizione dell'Unione Europea e la richiesta italiana
Nonostante il contesto internazionale di allerta, la Health Security Committee dell’Unione Europea, riunitasi il 24 maggio 2026, ha ritenuto che non siano necessari controlli specifici all’ingresso per i passeggeri provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Uganda, valutando il rischio per la popolazione europea come basso.
La lettera del Presidente Meloni si inserisce in questo scenario, puntando a superare le differenze e a favorire una maggiore uniformità nelle procedure di controllo e prevenzione all'interno dell'UE. L'obiettivo è allineare le strategie europee con le misure già adottate da diversi paesi extraeuropei, rafforzando la sorveglianza sanitaria alle frontiere per prevenire la diffusione del virus Ebola nel continente.