Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che l'operazione Project Freedom, avviata dagli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz, ha una natura esclusivamente difensiva. Durante un briefing alla Casa Bianca, Rubio ha affermato: “È chiaro che questa non è un’operazione offensiva, bensì difensiva. Il significato è semplice: non si spara a meno che non siano loro a sparare per primi.” Ha inoltre precisato che le forze statunitensi non stanno attaccando: “Se dovessero attaccare una nave, sarebbe necessario rispondere, ma finora abbiamo avuto successo in questo ambito.”
L'operazione Project Freedom
L'operazione Project Freedom è stata lanciata per liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz.
Presentata come missione umanitaria con scopo di deterrenza, il Pentagono la definisce una manovra difensiva per ripristinare la libertà di navigazione commerciale. Lo schieramento militare comprende cacciatorpediniere lanciamissili, oltre cento velivoli terrestri e navali, piattaforme senza pilota e circa 15.000 militari. Non è una scorta nave per nave, ma un meccanismo coordinato con Paesi alleati, compagnie assicurative e organizzazioni marittime.
Diplomazia e la missione di Rubio a Roma
Parallelamente all'azione militare, prosegue il confronto diplomatico tra Stati Uniti e Iran. L'Iran ha presentato una bozza di accordo in 14 punti, che include il cessate il fuoco in Iran e Libano, lo smantellamento delle mine nello Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco dei porti, e lo scongelamento di asset iraniani.
Il presidente Donald Trump ha definito la proposta “inaccettabile”, e Washington ha inviato una controproposta rigorosa. L'Iran ha confermato di aver ricevuto la replica.
Marco Rubio è atteso a Roma il 7 maggio per una missione diplomatica. In agenda, incontri in Vaticano con Papa Leone XIV e il segretario di Stato Parolin, oltre che con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e la premier Giorgia Meloni. L'obiettivo è ridurre le tensioni dopo recenti frizioni tra Stati Uniti e Vaticano e rafforzare i rapporti con l'Italia.