Roberto Vannacci, presidente di Futuro Nazionale, ha annunciato l'impegno del suo movimento per la reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale. Attraverso un post sui social, Vannacci ha dichiarato: “Noi siamo gli unici a volere ridare la sovranità al popolo italiano. La sovranità appartiene al popolo, non alle segreterie di partito. Per questo ci batteremo in commissione e in Aula per reintrodurre le preferenze e restituire agli italiani la possibilità di decidere davvero”.

L'intervento di Vannacci si inserisce nel contesto della discussione sulla riforma della legge elettorale, attualmente in esame presso la commissione Affari costituzionali della Camera.

Il leader di Futuro Nazionale ha rivolto critiche all'attuale maggioranza di centrodestra, sostenendo: “Non è Vannacci che fa perdere la destra, ma è questa alleanza di centrodestra che si sta comportando come la sinistra. Meno giochi di palazzo. Più potere ai cittadini”. Ha evidenziato come il testo in discussione preveda elementi come il ballottaggio, il premio di maggioranza e correttivi tecnici tra Camera e Senato, ma sia privo delle preferenze, “che tanti avevano promesso”. Vannacci ha inoltre ricordato che la legge elettorale Rosatellum, priva di preferenze, fu redatta dal centrosinistra per mano di Ettore Rosato, e che “ancora una volta si preferisce lasciare ai vertici dei partiti il potere di scegliere chi entra in Parlamento, invece di restituire ai cittadini il diritto di scegliere direttamente i propri rappresentanti”.

La proposta di riforma in commissione: i dettagli

La nuova versione della proposta di legge elettorale, presentata come testo base dai relatori della maggioranza, introduce significative modifiche. Il testo elimina il ballottaggio e innalza dal 40 al 42 per cento la soglia per l'accesso al premio di governabilità. Quest'ultimo viene assegnato solo se una coalizione o lista raggiunge almeno il 42 per cento dei voti validi in entrambe le Camere. In assenza di tale condizione, o in caso di risultati non coerenti tra Camera e Senato, si procederà con il riparto proporzionale.

Il premio di governabilità mantiene la sua entità, fissata a 70 seggi per la Camera e 35 per il Senato. Tuttavia, il numero massimo di seggi assegnabili subisce una riduzione, attestandosi a 220 deputati e 113 senatori, escludendo le circoscrizioni speciali (Trentino, Valle d’Aosta, Estero).

Il nodo delle preferenze non è contemplato nel testo base e, sebbene possa essere riaperto tramite emendamenti, costituisce un potenziale elemento di spaccatura all'interno della maggioranza. È inoltre inclusa una disposizione che impegna il governo ad aggiornare, entro tre mesi, il regolamento attuativo della legge 459/2001, al fine di assicurare libertà, sicurezza e segretezza del voto per corrispondenza degli italiani all’estero. L'approdo della riforma in Aula è previsto per il 26 giugno.

Il dibattito sulle preferenze e il ruolo dei partiti

Il dibattito sulle preferenze si conferma un punto centrale nel panorama politico. Vannacci ribadisce che la loro reintroduzione è cruciale per restituire ai cittadini la facoltà di scegliere direttamente i propri rappresentanti, contrapponendosi all'attuale impianto della legge elettorale che affida ai vertici dei partiti la selezione dei candidati eleggibili. Sebbene il tema delle preferenze non figuri nel testo base della riforma, la sua discussione tramite emendamenti è ancora possibile durante l'iter parlamentare.