Il recente sondaggio condotto da Lab21 ha analizzato le inclinazioni dell'elettorato di centrosinistra di fronte alle primarie di coalizione, portando alla luce dinamiche inaspettate per la leadership dell'alleanza. L'eventuale adozione dello Stabilicum, il nuovo impianto elettorale approvato alla Camera che richiede l'indicazione esplicita del candidato alla guida del Paese sta spingendo il fronte progressista a interrogarsi sulla scelta dell'esponente di punta da schierare per la corsa a Palazzo Chigi. E la 'sfida' tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein appare, da questi dati, non equilibrata.

I dati sulla leadership del campo largo

I riscontri emersi evidenziano un marcato gradimento per l'ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che raccoglie la maggioranza assoluta dei consensi tra i simpatizzanti dello schieramento alternativo. Il Presidente del M5S infatti raccoglie il 50,2% delle indicazioni, posizionandosi come il profilo favorito per la guida della coalizione.

Elly Schlein, la segretaria del Partito Democratico, ottiene il 20,4% dei consensi, registrando un distacco di circa trenta punti dal vertice pentastellato. Alessandro Onorato, l'assessore capitolino a capo del movimento Progetto Civico, si attesta all'11,9%, superando le storiche figure dell'area riformista e radicale.

Matteo Renzi raggiunge il 10,2% delle preferenze. Infine Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (AVS) si fermano rispettivamente al 4,2% e al 3,1%.

Il nodo delle primarie

I dati di questo sondaggio tratteggiano una situazione complessa per il Partito Democratico: pur rappresentando la forza quantitativamente più consistente della coalizione nei rilevamenti sui singoli partiti, la sua leadership si trova a rincorrere il presidente del Movimento 5 Stelle nell'ipotesi di un'investitura diretta da parte della base elettorale.

Mentre il centrodestra valuta i propri assetti interni, con il dibattito sulla reintroduzione delle preferenze e il peso dei movimenti emergenti, il campo progressista rimane al centro di un confronto sulla procedura di selezione del proprio rappresentante.

Se le componenti radicali e pentastellate spingono per un passaggio ai seggi di coalizione, l'ala moderata appare più cauta, collocando il Nazareno di fronte alla scelta tra il consenso diffuso del proprio elettorato e l'esito delle urne per la scelta del candidato premier.