Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stato "colto con la mano nel barattolo dei biscotti in Siria" e costretto a "fare marcia indietro". Questa affermazione giunge in un contesto di crescenti tensioni e operazioni militari tra Israele e Turchia, in particolare riguardo alle attività turche sul territorio siriano. Katz ha fermamente condannato il tentativo di alcuni esponenti dell’opposizione e di settori dei media di interpretare l’operazione israeliana in Siria come una questione puramente politica.
Ha attribuito tale lettura a una "combinazione di ignoranza, incomprensione degli interessi di sicurezza di Israele e dal costante desiderio di attaccare il governo".
L'attacco all'aeroporto di Abu al-Duhur
Katz ha rivelato che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) avevano più volte raccomandato un attacco contro l’aeroporto di Abu al-Duhur, situato in Siria. Questa raccomandazione si basava su chiare informazioni di intelligence che indicavano l'intenzione della Turchia di condurre attività considerate una seria minaccia per la sicurezza dello Stato di Israele. A seguito di diverse discussioni tra il primo ministro, Katz stesso, l’IDF e i vari apparati di sicurezza, è stato concordato di inviare un avvertimento diretto al regime siriano, ai massimi livelli, nel tentativo di scongiurare l'operazione.
Parallelamente, le stesse informazioni di intelligence sono state prontamente trasmesse alle autorità competenti negli Stati Uniti.
Non avendo ricevuto alcuna risposta all'avvertimento, il primo ministro e il ministro della Difesa Katz hanno autorizzato l’IDF a procedere con l’attacco, che è stato poi portato a termine con successo. Katz ha ribadito con forza la posizione di Israele: "Non permetteremo a nessun soggetto di mettere a rischio la sicurezza dello Stato di Israele e agiremo contro ogni minaccia, come abbiamo fatto anche oggi nel sud della Siria. Questa è la lezione principale degli eventi del 7 ottobre".
Le reazioni internazionali e il monito a Erdogan
Il ministro della Difesa Katz ha rivolto un esplicito monito al presidente turco Erdogan, avvertendolo di non trascinare la Turchia in "avventure pericolose" in Siria e sottolineando che Israele non tollererà alcuna minaccia alla propria sicurezza.
Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito l’opposizione di Israele a un rafforzamento militare turco in territorio siriano, chiarendo che una presenza militare turca percepita come una minaccia non sarà accettata. Secondo quanto emerso, quattro attacchi aerei hanno colpito la pista dell’aeroporto di Abu al-Duhur, causando danni materiali ma fortunatamente nessun ferito.
La Turchia, attraverso la sua Direzione delle Comunicazioni, ha prontamente respinto le dichiarazioni israeliane, giudicandole "non serie" e finalizzate a legittimare "attacchi aerei illegali" che violano la sovranità siriana. Ankara ha inoltre accusato Netanyahu di perseguire politiche espansionistiche e destabilizzanti, specialmente in vista delle imminenti elezioni israeliane.
La Turchia ha difeso la propria cooperazione con il governo siriano come legittima, affermando di rimanere impegnata per il raggiungimento della pace, della stabilità e della prosperità in Siria, e di rifiutare qualsiasi azione destabilizzante.