L'amministrazione comunale di Ancona prosegue la valutazione di diversi siti per il nuovo impianto crematorio, considerando anche una prospettiva di "area vasta". Questa posizione è stata espressa dall'assessore comunale Stefano Tombolini durante la seduta del Consiglio comunale del 4 settembre 2026. La dichiarazione è giunta in risposta all'interrogazione urgente presentata dal consigliere Francesco Rubini (Altra idea di città), che ha sollevato dubbi sull'ipotesi di collocazione nella zona di Bolignano. Il dibattito in Aula ha fatto seguito alle precedenti discussioni sullo spostamento del progetto dal quartiere di Tavernelle e alle successive contestazioni emerse per la seconda proposta nell'area di Bolignano-Aspio.
Tombolini ha chiarito che l'obiettivo del Comune è individuare una soluzione che soddisfi la crescente domanda di cremazione non solo per i residenti di Ancona, ma anche per un bacino territoriale più ampio. L'assessore ha specificato che, per quanto riguarda Bolignano, non esiste al momento alcun atto formale; si tratta invece di un'indagine in corso, comparabile a quelle effettuate per altre potenziali localizzazioni. Ha inoltre ribadito che non vi è alcun provvedimento ulteriore rispetto alla delibera di indirizzo che aveva già stabilito lo spostamento dell'impianto da Tavernelle.
Il percorso del progetto: da Tavernelle a Bolignano-Aspio
Il progetto dell'impianto crematorio era stato inizialmente delocalizzato dal quartiere di Tavernelle a seguito delle proteste dei residenti.
La successiva proposta di collocazione nell'area di Bolignano-Aspio ha generato una nuova opposizione, concretizzatasi nella formazione di un comitato di cittadini. Alcuni membri di tale comitato hanno assistito alla discussione in Consiglio comunale. L'assessore Tombolini ha collegato gli approfondimenti in atto alla sensibilità espressa dal territorio e alla volontà dell'amministrazione di trovare una soluzione che sia compatibile con le diverse osservazioni e criticità sollevate.
Il consigliere Rubini ha duramente contestato il riferimento all'"area vasta", definendola una novità nelle valutazioni dell'amministrazione e un potenziale escamotage per spostare il problema in un Comune limitrofo.
Nella sua replica, ha espresso critiche sia per la localizzazione originaria a Tavernelle sia per quella successiva a Bolignano, collegando la discussione a una più ampia valutazione della gestione complessiva dell'iter progettuale da parte dell'amministrazione comunale.
Il dialogo con il comitato e le alternative
Precedentemente alla discussione in Consiglio comunale, il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, aveva incontrato una delegazione del comitato "Respiro Comune" e la presidente del Ctp 9, Elisabetta Guidi, per affrontare il tema dell'impianto crematorio a Bolignano. L'incontro, avvenuto il 3 settembre 2026, è stato descritto come pacato, in netta contrapposizione con le tensioni registrate durante l'assemblea pubblica del 28 luglio all'Aspio.
Il sindaco Silvetti, pur non annunciando uno stop definitivo al progetto, ha mostrato apertura alla valutazione di siti alternativi, precisando che gli uffici tecnici stanno già esaminando nuove soluzioni sotto il profilo dell'economicità, della fattibilità e dei tempi di realizzazione.
Il comitato ha riportato che il sindaco ha attentamente ascoltato le numerose criticità esposte, tra cui i vincoli ambientali e paesaggistici, le precarie condizioni delle strade di accesso, le problematiche legate al cimitero, l'assenza di allacci alle utenze essenziali e altre questioni infrastrutturali. Di conseguenza, il progetto per l'impianto crematorio a Bolignano rimane di fatto congelato. Il tema, tuttavia, potrebbe tornare al centro del dibattito in Consiglio comunale attraverso nuove interrogazioni urgenti presentate dalla minoranza.