L'opposizione di centrosinistra nel Consiglio regionale della Basilicata ha sollevato forti preoccupazioni in merito alle recenti disposizioni governative sulle estrazioni petrolifere. I consiglieri hanno formalmente richiesto al governatore Vito Bardi, esponente di Forza Italia, di presentarsi in Aula per riferire sull'argomento e di considerare l'opportunità di impugnare il decreto sulle attività estrattive. La presa di posizione, espressa a Potenza l'11 settembre 2026, si concentra sulle nuove procedure che, a detta dei rappresentanti regionali, potrebbero aprire alla possibilità per il Governo centrale di sostituirsi alle Regioni qualora queste non esprimano la propria intesa nei tempi previsti.
La nota congiunta che esprime questa posizione è stata sottoscritta da diversi esponenti politici: Alessia Araneo e Viviana Verri del Movimento 5 Stelle, Antonio Bochicchio di Avs-Psi-Bp, Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello di Basilicata Casa Comune, Roberto Cifarelli del gruppo misto, Piero Lacorazza del Partito Democratico e Piero Marrese di Basilicata democratica. Tutti i firmatari hanno ribadito con fermezza la richiesta a Bardi di "andare subito in Aula a riferire e di valutare l'impugnazione del Decreto", sottolineando l'urgenza e la gravità della questione.
Le preoccupazioni legate all'incremento della produzione
I consiglieri dell'opposizione hanno collegato direttamente la questione del decreto alle precedenti dichiarazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che aveva espresso la volontà di incrementare la produzione nazionale di petrolio, con un esplicito riferimento al ruolo strategico della Basilicata in tale prospettiva.
Per l'opposizione, queste preoccupazioni assumono un rilievo ancora maggiore alla luce dell'intervento del Governo sulle procedure relative alle attività estrattive, che sembrano facilitare un'azione più diretta da parte dello Stato.
Nel documento sottoscritto, i firmatari hanno voluto precisare di non sostenere in alcun modo che la Basilicata sia stata oggetto di un commissariamento, né che il decreto in questione abbia già autorizzato nuove trivellazioni. La loro contestazione principale riguarda piuttosto la tendenza a considerare la misura governativa come una semplice modifica procedurale. I consiglieri richiamano l'attenzione su due passaggi distinti ma interconnessi: da un lato, l'indicazione politica chiara sull'aumento della produzione nazionale di petrolio, con un focus specifico sulle risorse presenti nel sottosuolo lucano; dall'altro, l'intervento sulle procedure che introduce la possibilità per il Governo di sostituire la Regione in caso di mancata intesa entro i termini stabiliti, configurando un potenziale esautoramento delle competenze regionali.
Richieste di chiarimento sui rapporti istituzionali
L'opposizione ha inoltre avanzato una serie di domande specifiche rivolte al presidente Bardi, chiedendo di chiarire se la Regione Basilicata sia stata informata preventivamente dell'iniziativa governativa. Si vuole sapere se vi siano state interlocuzioni dirette con Palazzo Chigi o con i ministeri competenti in materia e, in tal caso, quale posizione sia stata espressa dalla Regione. La richiesta di trasparenza si estende anche ai procedimenti pendenti in Basilicata relativi a prospezione, ricerca, perforazione o coltivazione di idrocarburi, e se le nuove disposizioni governative possano essere applicate a tali procedimenti. I consiglieri intendono comprendere appieno il rapporto tra il Governo regionale, la presidenza del Consiglio e le amministrazioni statali coinvolte, al fine di tutelare le prerogative e gli interessi della comunità lucana.