Il 5 settembre 2026, Carlo Calenda, leader di Azione, ha rilanciato da Roma il progetto per un’area politica autonoma, fuori dai due schieramenti principali. L'iniziativa segue l’appello all’unità delle forze liberali di Andrea Marcucci, presidente del Partito Liberal Democratico. Calenda ha accolto favorevolmente la proposta, legandola alla costruzione di un fronte comune per le prossime elezioni politiche.

La visione di Calenda per un nuovo fronte

In un messaggio su X, Calenda ha illustrato il percorso già intrapreso con Pina Picierno, Spazio Pubblico, Europeisti e altri soggetti politici e civici.

L’obiettivo è la formazione di un «fronte europeista, liberale e popolare, indipendente dai due poli». In questa visione, +Europa è invitata ad aderire al progetto, mantenendo la sua missione originaria.

La proposta si configura come un tentativo di aggregazione tra forze esterne agli attuali schieramenti. Il riferimento ai «due poli» definisce il perimetro dell’iniziativa: non un accordo interno a una coalizione esistente, ma un fronte autonomo con identità europeista, liberale e popolare. Calenda ha riconosciuto differenze su alcuni temi, ma le considera componibili nel lavoro comune. Ha concluso il suo intervento affermando: «È nostro dovere tentare».

L'appello di Marcucci e il ruolo di +Europa

La posizione di Calenda nasce dall’appello di Andrea Marcucci per l’unità delle forze liberali. Calenda ha integrato tale sollecitazione in un percorso già avviato con Pina Picierno, Spazio Pubblico ed Europeisti. Riguardo a +Europa, il leader di Azione ha richiamato esplicitamente la storia politica del movimento, esortandolo a unirsi al progetto. Sebbene il messaggio non indichi formule organizzative, liste o accordi specifici, ribadisce l’esigenza di costruire un fronte comune per le elezioni politiche.

Le prossime elezioni politiche sono l'orizzonte temporale per questo lavoro di aggregazione. L'iniziativa mira a creare un'area dichiaratamente indipendente dai due poli principali.