La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso con fermezza la sua opposizione all’ipotesi di istituire classi separate, definite “classi ghetto”, destinate specificamente a bambini con disabilità e a studenti stranieri. Questa chiara presa di posizione è avvenuta a Perugia il 22 settembre 2026, durante un incontro con i giornalisti a margine di un’iniziativa promossa dalla Uil. Proietti ha dichiarato esplicitamente che “sentir parlare di classi ghetto per bambini con disabilità e per quelli stranieri preoccupa e fa rabbia”, evidenziando la gravità e l'impatto emotivo della proposta.

Interrogata in merito alle recenti posizioni espresse da Roberto Vannacci, la presidente umbra ha risposto con una netta e inequivocabile presa di distanza. Proietti ha infatti pronunciato una “no, no, assoluto condanna la più ferma possibile”, rimarcando la sua totale disapprovazione. Nel corso del suo intervento, ha inoltre sottolineato l’urgenza che il Governo si concentri sui problemi concreti che affliggono i cittadini e che dia ascolto alle istanze delle Regioni, in particolare per quanto concerne il tema cruciale delle risorse necessarie per il finanziamento della sanità pubblica.

L'Appello al Governo e le Richieste delle Regioni sulla Sanità

Approfondendo la questione sanitaria, Proietti ha richiamato l’attenzione sulle richieste pervenute da tutte le Regioni, incluse quelle amministrate da forze politiche di centrodestra, le quali sollecitano un maggiore e più adeguato finanziamento per il sistema sanitario pubblico.

La presidente umbra ha ribadito con convinzione che il modello di sistema sanitario a cui la Regione Umbria fa riferimento è saldamente fondato, pensato e basato sul principio del pubblico, sottolineando il valore irrinunciabile di un accesso universale e equo alle cure.

Nel suo discorso, Proietti ha anche citato il ministro Schillaci, riferendosi al sistema sanitario e alla pressante necessità di reperire fondi adeguati. Il nucleo centrale della posizione espressa a Perugia dalla presidente Proietti si articola quindi su due pilastri fondamentali: il deciso contrasto alla creazione di classi ghetto e il fermo richiamo all’importanza di garantire un robusto finanziamento per tutti i servizi pubblici essenziali.

Il Contesto Nazionale del Dibattito sull'Integrazione Scolastica

Il dibattito pubblico sull’organizzazione delle classi e sull’integrazione degli studenti stranieri ha trovato un’altra importante eco il 21 settembre 2026 ad Amatrice. In tale occasione, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico presso l’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha riaffermato con forza il principio cardine della scuola aperta a tutti. Mattarella ha enfatizzato il ruolo insostituibile dell’istituzione scolastica come leva fondamentale di integrazione, sia per i bambini e i ragazzi che arrivano da altri Paesi, sia per i giovani nati in Italia da famiglie immigrate, promuovendo così la coesione sociale.

Nel suo significativo discorso pronunciato ad Amatrice, il Capo dello Stato ha fatto esplicito riferimento all’articolo 34 della Costituzione italiana, il quale sancisce in maniera chiara e inequivocabile che “la scuola è aperta a tutti”, ribadendo un principio fondamentale di inclusione e pari opportunità.