Giuseppe Conte alza la posta in gioco all'interno del campo largo sul tema delle primarie, chiedendo lealtà e chiarezza agli alleati e respingendo la logica secondo cui la forza politica di maggioranza debba decidere per tutti. Ha speso inoltre parole molto dure sul caso Report, che ha postato all'estromissione di Ranucci.
L'intervento di Conte a 'In Onda'
Nl corso di un intervento serale a La7, il presidente del Movimento 5 Stelle ha definito snervante e stucchevole il dibattito quotidiano sulla questione, invitando le altre forze a dichiarare apertamente se intengano o meno rinunciare ai gazebo.
Rivolgendosi in particolare al Partito Democratico, l'ex premier ha spiegato come sia insostenibile la pretesa che il partito più forte prenda tutto all'interno di una coalizione composta da anime diverse. "Se non le vogliono, ce lo dicano", ha detto Conte.
Secondo il leader pentastellato, applicare questo criterio degraderebbe gli altri alleati a meri cespugli, privando l'elettorato del ruolo di co-protagonista. Per questa ragione, il M5S continua a spingere per una grande consultazione popolare, ritenendola la via maestra per individuare la figura più competitiva in vista delle elezioni.
L'attacco a Meloni su Report
Conte tocca il tema anche di Report e condanna la scelta di allontanare Sigfrido Ranucci dalla conduzione del programma di Rai3.
"Sono riusciti a distruggere un prodotto di punta della rai grazie all'editto Meloni, è una vergogna!", ha detto Conte, ricordando vhe quando era premier non si è mai sottratto alle domande scomode dei loro giornalisti e inviati.
Conte poi. sempre sul tema primarie, ha comunque precisato che, se gli alleati decideranno di fare a meno delle primarie, il Movimento ne prenderà atto, a patto che la discussione politica avvenga in modo trasparente e non attraverso i giornali.
Le posizioni del campo largo restano tuttavia divise. Il presidente della Puglia Antonio Decaro ha suggerito che sia preferibile definire prima i contenuti programmatici ed elaborare una candidatura condivisa, lasciando le primarie solo come estrema risorsa.
Lo stesso scetticismo è stato espresso dal governatore toscano Eugenio Giani, dubbioso sull'utilità dei gazebo con l'attuale sistema elettorale, e dal segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, secondo il quale l'elettorato richiede risposte concrete sui programmi piuttosto che discussioni sulle leadership. Nel frattempo Elly Schlein ha preferito evitare le polemiche interne per concentrare la sua attenzione sulle critiche alla politica economica del governo.