Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, è intervenuto a Trieste il 25 settembre 2026, partecipando attivamente al dibattito sul futuro del nucleare in Italia. Fedriga ha descritto come singolare la condizione di un Paese che, pur non ospitando centrali nucleari sul proprio territorio nazionale, si trova circondato da impianti attivi oltre i confini. Questa situazione, ha sottolineato il governatore, comporta sia costi energetici più elevati per l'Italia sia rischi che, a suo giudizio, non possono essere controllati direttamente.

Le sue dichiarazioni hanno posto l'accento sulla prossimità con le centrali nucleari di altri Stati. Fedriga ha affermato con chiarezza: “È particolare il fatto che siamo circondati da centrali nucleari anche di generazioni ben precedenti a quella che potremmo fare in Italia, e paghiamo l'energia più degli altri con i relativi rischi che nemmeno possiamo controllare perché queste centrali non sono sul territorio nazionale”. Questo punto si inserisce in modo significativo nel più ampio confronto nazionale riguardante il possibile ritorno dell’Italia all’energia nucleare, e alimenta il dibattito già vivo in Friuli Venezia Giulia, una regione che da decenni ha una relazione diretta con la vicinanza della centrale slovena di Krško.

La posizione del governatore sul futuro energetico

Fedriga ha collegato in maniera esplicita il tema dell'energia alla competitività economica del Paese e alla necessità di sfruttare le nuove tecnologie nucleari. Nel corso del suo intervento, ha criticato un approccio considerato ideologico, che a suo parere finisce per bloccare lo sviluppo e compromettere la sicurezza nazionale. Il governatore ha dichiarato: “Mi sembrerebbe un po' particolare proseguire con una ideologia che di fatto blocca lo sviluppo e ci mette ancora più in pericolo”. Ha poi espresso l'auspicio che l'Italia possa porsi all'avanguardia nello sviluppo di un'energia nucleare definita pulita e intrinsecamente sicura grazie all'adozione delle tecnologie più recenti, considerandola un fattore strategico per la competitività nazionale.

Il contesto regionale e le opportunità industriali

La questione dell'energia nucleare assume una rilevanza diretta e specifica per il Friuli Venezia Giulia, in virtù della sua peculiare collocazione geografica. All'interno del dibattito regionale, vengono frequentemente menzionati sia la prossimità con l'impianto di Krško, situato in Slovenia, sia l'attesa per i decreti attuativi della legge nazionale che disciplina il ritorno al nucleare. Questi provvedimenti sono fondamentali per chiarire gli effettivi spazi di intervento e le competenze che la Regione potrà esercitare in materia. Il territorio regionale presenta inoltre un potenziale significativo per lo sviluppo di una filiera industriale dedicata al settore nucleare, come testimoniato dall'esempio della Orion di Trieste, un'azienda citata per la produzione di una valvola destinata alla società Newcleo.