Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno annunciato il 27 settembre 2026, da Teheran, di aver sequestrato un drone sottomarino statunitense nello stretto di Hormuz. Il dispositivo, identificato come un Remus 600, è stato collegato ad attività di spionaggio nell’area marittima che separa l’Iran dagli Stati Uniti, secondo quanto diffuso dalla televisione di Stato iraniana.
L’operazione, descritta come il risultato di un’azione coordinata che ha coinvolto sia l’intelligence sia la guerra elettronica, ha portato al sequestro di un drone sottomarino avanzato appartenente all’esercito statunitense.
La comunicazione iraniana ha specificato che il mezzo "operava nello stretto di Hormuz a fini di spionaggio" e che ora si trova "nelle mani di esperti incaricati di recuperarne i dati" per ulteriori analisi.
Il sequestro nel passaggio strategico di Hormuz
Lo stretto di Hormuz è riconosciuto come un passaggio marittimo di rilevanza strategica e un’area di crescenti tensioni tra Teheran e Washington. L’episodio ha visto l’intercettazione e la presa in consegna di un veicolo subacqueo senza equipaggio, il Remus 600, da parte delle forze navali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione. L’azione sottolinea l’impiego di capacità avanzate di intelligence e guerra elettronica da parte iraniana.
Questo non è il primo incidente di questo tipo.
Le Guardie della Rivoluzione avevano già segnalato, nei giorni precedenti, un altro sequestro di un drone sottomarino dell’esercito statunitense all’ingresso dello stretto di Hormuz. Un precedente episodio, risalente all’8 settembre 2026, aveva visto l’IRGC rivendicare il sequestro di un Dive-LD, anch’esso descritto come un veicolo subacqueo militare statunitense avanzato, intercettato nella medesima area di accesso allo stretto.
Dettagli tecnici del Remus 600
Il Remus 600 è un veicolo subacqueo autonomo progettato per una pluralità di finalità operative. Tra gli utilizzi principali figurano il rilevamento di mine, la mappatura dei fondali marini e l’esecuzione di missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione.
La designazione "600" nel nome del drone indica la sua capacità di immersione fino a una profondità di 600 metri, evidenziandone le notevoli prestazioni subacquee.
Le caratteristiche tecniche del mezzo includono una struttura aerodinamica a forma di siluro, con una lunghezza approssimativa di 3,25 metri. Tale configurazione è funzionale alla sua operatività in ambienti marini.