La deputata del Movimento 5 Stelle, Emma Pavanelli, ha criticato a Perugia il 23 settembre 2026 l'esclusione dell'Umbria dal riparto di 19 milioni di euro per gli incarichi temporanei del personale ATA (anno scolastico 2026/2027). Pavanelli ha chiesto al Governo di rivedere tale decisione, collegandola al dimensionamento scolastico della rete regionale umbra.

La parlamentare ha definito la vicenda una chiara penalizzazione per l'Umbria, evidenziando un paradosso: il Governo avrebbe prima imposto il commissariamento della Regione per il dimensionamento scolastico, riorganizzando la rete, e poi escluso le scuole umbre dalle risorse aggiuntive per il personale ATA.

Pavanelli ha definito la situazione un "paradosso inaccettabile", con conseguenze dirette su scuole, studenti e famiglie del territorio.

Motivazioni e richiesta di revisione

Pavanelli ha argomentato che l'assegnazione delle risorse sarebbe strettamente collegata alle modalità di adozione del dimensionamento scolastico. Nel contesto umbro, la deputata ha richiamato il commissariamento e ha attribuito al Governo la responsabilità dell'intervento sulla rete scolastica regionale. Ha inoltre ricordato di aver presentato la scorsa settimana un'interrogazione al ministro Valditara, denunciando le criticità del dimensionamento e sollecitando un confronto istituzionale.

La parlamentare ha ribadito il fabbisogno cruciale di personale nelle scuole umbre, indicando collaboratori scolastici e personale amministrativo come figure indispensabili per garantire vigilanza, assistenza, pulizia, sicurezza e il corretto funzionamento degli istituti.

Ha inoltre menzionato l'annullamento del dimensionamento da parte del TAR dell'Umbria, precedentemente disposto dal commissario, rafforzando la richiesta di revisione delle risorse per il personale ATA.

Contesto regionale e allarme sindacale

In questo scenario, l'Umbria si trova esclusa, insieme a Emilia-Romagna, Sardegna e Toscana, dal riparto dei 19 milioni di euro destinati alle Regioni per finanziare le supplenze temporanee del personale ATA. I sindacati di categoria, con la UIL in prima linea, hanno espresso preoccupazione, chiedendo di evitare discriminazioni tra scuole e territori e ulteriori aggravi per gli istituti scolastici.