Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi raid contro obiettivi iraniani situati nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz. L'azione militare statunitense si concentra sull'area marittima strategica che separa l'Iran dalla penisola arabica, colpendo target iraniani senza che siano stati forniti dettagli immediati su numero di obiettivi, mezzi impiegati o bilancio delle operazioni.

Le forze statunitensi hanno specificamente colpito lanciarazzi iraniani posizionati nello Stretto di Hormuz. Questa operazione è scattata dopo che reparti della Guardia rivoluzionaria erano stati osservati mentre preparavano il lancio di razzi con mine marine all'interno dello stretto.

Un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, Tim Hawkins, ha collegato l'intervento alla presenza di forze impegnate in attività di posa di mine.

Le operazioni militari statunitensi

L'intervento del Comando Centrale degli Stati Uniti segue il completamento, nella settimana precedente, delle operazioni di rimozione di mine marine dalle rotte internazionali dello stretto. Funzionari militari statunitensi hanno respinto la definizione dell'azione come aggressione, descrivendola invece come un intervento limitato e preciso volto a contrastare le forze dedite alla posa di mine, sottolineando la natura difensiva e mirata dell'operazione.

Le reazioni di Teheran e Amman

In risposta agli attacchi, media semiofficiali iraniani hanno riferito di esplosioni nei pressi dell'isola di Larak, nello stesso tratto marittimo.

La Guardia rivoluzionaria, attraverso una dichiarazione ripresa dalla televisione di Stato iraniana, ha denunciato la presenza di morti e feriti tra combattenti e civili. La stessa televisione di Stato ha mostrato immagini presentate come lanci di missili balistici diretti contro basi statunitensi in Giordania, qualificandoli come una risposta diretta agli attacchi americani.

Le forze armate giordane hanno successivamente dichiarato di aver intercettato otto missili entrati nello spazio aereo del Paese nelle prime ore di lunedì. Questo episodio in Giordania si inserisce nella sequenza di eventi successivi agli attacchi nello Stretto di Hormuz, evidenziando una rapida escalation delle tensioni regionali.