Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha categoricamente escluso l'ipotesi di elezioni anticipate, ribadendo la stabilità del governo e la sua piena operatività. La dichiarazione è stata rilasciata il 12 settembre 2026 a Montesilvano, in Abruzzo, a margine dell’evento Azzurra Libertà, organizzato dal movimento giovanile di Forza Italia.
Il leader di Forza Italia ha fissato un punto fermo sulla durata dell'attuale esecutivo, affermando: «Non dovrebbero esserci elezioni anticipate. Il governo è stabile, c’è molto da fare, c’è molto ancora da fare per questo Paese».
Con queste parole, Tajani ha voluto sottolineare l'importanza della continuità nell'azione di governo e la necessità di portare a termine il programma stabilito, respingendo con decisione ogni speculazione su un possibile scioglimento anticipato delle Camere.
L'impegno di Forza Italia per la riduzione del carico fiscale
Nel medesimo intervento, il vicepremier ha strettamente collegato la tenuta del governo all'impegno concreto sulle misure economiche che Forza Italia intende promuovere. «Noi siamo al lavoro per ridurre le tasse, che è forse l’aspetto principale della nostra azione economica, ridurre le tasse, aumentare i consumi», ha spiegato Tajani, evidenziando come la diminuzione del carico fiscale sia una leva fondamentale per stimolare l'economia nazionale e il potere d'acquisto dei cittadini.
Tra le iniziative fiscali menzionate specificamente, Tajani ha citato l'abbattimento delle imposte sulle tredicesime, una misura volta a incrementare il reddito disponibile dei lavoratori. Ha inoltre indicato una significativa diminuzione dell'Irpef, prevedendo un'aliquota del 33% per i redditi che arrivano fino a 60.000 euro. Il messaggio politico veicolato è chiaro: la continuità dell'esecutivo è funzionale alla realizzazione di queste politiche economiche, con la riduzione del carico fiscale che si conferma una priorità assoluta per il partito.
Il precedente dibattito sulla scadenza della legislatura
Il tema di un possibile ricorso alle urne prima della scadenza naturale della legislatura non è nuovo nel panorama politico del centrodestra.
Già il 5 settembre 2026, infatti, il dibattito si era acceso proprio sulla durata dell'attuale mandato e sulla potenziale data delle elezioni. In quell'occasione, Antonio Tajani aveva già espresso una posizione chiara, indicando come orizzonte temporale la fine naturale della legislatura. Aveva tuttavia aperto a una minima flessibilità, ammettendo la possibilità di un anticipo limitato, quantificabile in uno o due mesi, rispetto alla scadenza prevista. Questa posizione ribadisce la volontà di garantire stabilità e di completare il percorso politico intrapreso.