Donald Trump ha dichiarato a New York, il 9 settembre 2026, di aver avuto un colloquio positivo con Vladimir Putin, collegando la conversazione alla possibilità di un accordo. Le parole di Trump, pronunciate nel quadro dei rinnovati sforzi statunitensi per una soluzione al conflitto, indicano una presunta disponibilità del leader russo a un'intesa. L'ex presidente ha aggiunto che sarebbe altrettanto positivo se anche il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy mostrasse una simile apertura, ma ha evidenziato come ostacolo principale il forte antagonismo tra i due leader coinvolti nella guerra in Ucraina.
La dichiarazione centrale di Trump riguarda il suo giudizio sul contatto con Putin e la prospettiva di un'intesa. "Vuole fare un accordo", ha affermato Trump, attribuendo a Putin la volontà di raggiungere una soluzione. Ha poi sottolineato l'aspetto personale e politico del conflitto, indicando che "l'ostacolo è che i due si odiano". Questa valutazione diretta di Trump sul suo colloquio con Putin e sulla posizione attribuita al leader russo è stata diffusa da New York.
Il nodo dell'accordo e il ruolo di Zelensky
Nel suo intervento, Trump ha ipotizzato che una scelta favorevole a un accordo da parte di Zelenskyy avrebbe un impatto positivo. Il riferimento al leader ucraino si inserisce nella stessa cornice della conversazione con Putin: l'intesa, secondo Trump, sarebbe possibile solo se le parti coinvolte dimostrassero una disponibilità convergente.
Al momento della dichiarazione, non sono stati forniti dettagli su contenuti tecnici, testi di proposte o specifiche condizioni negoziali.
La telefonata e gli sforzi diplomatici
Il colloquio telefonico tra Donald Trump e Vladimir Putin, durato circa un'ora, si inserisce in una fase di rilancio degli sforzi statunitensi volti a una proposta per porre fine alla guerra in Ucraina. La conversazione è stata descritta da Yury Ushakov, consigliere per gli affari esteri di Putin, come "costruttiva" e "franca". Ushakov ha riferito che Putin ha discusso della guerra in corso, degli obiettivi militari russi e delle prospettive sul campo, respingendo inoltre le preoccupazioni su possibili piani aggressivi russi contro l'Europa o i membri della NATO.
La telefonata è avvenuta dopo incontri separati degli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff con Putin e con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. Questi incontri rientravano in una proposta definita da Trump come finalizzata a porre fine al conflitto. Nonostante Zelenskyy abbia ringraziato Trump per l'invio della delegazione, gli incontri non sembrano aver prodotto una svolta concreta: dopo una breve tregua nel fine settimana, Russia e Ucraina hanno ripreso gli attacchi.
La guerra in Ucraina è iniziata nel febbraio 2022 con l'invasione russa su larga scala. Donald Trump ha promesso di fare della fine del conflitto una priorità della sua seconda amministrazione. La sua strategia è stata tuttavia oggetto di critiche, essendo percepita come poco inclusiva nei confronti dell'Ucraina e dell'Europa.