Giovanni Crosta ha formalmente rassegnato le sue dimissioni dagli incarichi di assessore e vicesindaco del Comune di Agrigento in data 11 settembre 2026. Questa decisione è maturata a seguito del significativo clamore mediatico e delle intense polemiche politiche scaturite dalla vicenda di una casa abusiva situata nella località di Zingarello, immobile che Crosta aveva ereditato dal padre. La struttura, al centro di un acceso dibattito pubblico, sarebbe stata utilizzata in diverse occasioni e, secondo quanto emerso, sarebbe stata anche oggetto di specifici lavori edili.

Nel motivare il suo passo indietro, Crosta ha esplicitamente collegato le dimissioni alla mancanza della serenità necessaria per poter proseguire con efficacia il proprio mandato amministrativo e per operare pienamente nell'interesse della collettività agrigentina. Nel testo della sua comunicazione ufficiale, l'avvocato ha evidenziato il profondo rispetto per i cittadini e le istituzioni come la ragione primaria della sua scelta, dichiarando testualmente: “Passo indietro per fermare sterili polemiche nel rispetto di cittadini e istituzioni”.

Le ragioni esposte dall'ex vicesindaco

L'ormai ex vicesindaco ha fermamente sostenuto di essere stato vittima di speculazioni politiche strumentali, le quali sarebbero state orchestrate con il preciso intento di rompere gli equilibri amministrativi e politici fino a quel momento in atto.

Nella medesima comunicazione, Crosta ha voluto esprimere la sua sincera gratitudine agli elettori che gli avevano accordato la loro fiducia, consentendogli di mettere le proprie competenze e la propria esperienza a disposizione della comunità. Ha inoltre ringraziato la cittadinanza per l'affetto e la vicinanza ricevuti nei giorni più complessi e delicati della vicenda.

Il fulcro della controversia riguarda, in particolare, una casa abusiva che Giovanni Crosta ha ereditato dal padre, ubicata nella zona costiera di Zingarello. Nei giorni immediatamente precedenti l'annuncio delle dimissioni, era emerso pubblicamente che sull'immobile pendeva una richiesta di sanatoria edilizia risalente addirittura al 1985.

La polemica si è ulteriormente accesa anche in merito all'effettivo utilizzo della residenza: il movimento politico Controcorrente ha contestato le dichiarazioni iniziali che suggerivano una presunta assenza di utilizzo dell'edificio, affermazioni poi messe in relazione con un uso saltuario dell'immobile, limitato ad alcune festività.

Pressioni politiche e il dibattito ad Agrigento

La richiesta esplicita di un passo indietro era stata avanzata con determinazione da Ismaele La Vardera, leader del movimento Controcorrente, il quale aveva pubblicamente dichiarato la situazione “Incompatibile con la sua carica” di vicesindaco. Successivamente, La Vardera aveva anche provveduto all'espulsione di Crosta dal movimento stesso.

È opportuno sottolineare che tale richiesta di dimissioni era pervenuta pur riconoscendo che l'abusivismo edilizio in questione non era direttamente imputabile a Giovanni Crosta, poiché l'immobile era stato ereditato dal padre.

In un momento precedente, precisamente l'8 settembre 2026, il sindaco di Agrigento, Michele Sodano, aveva scelto di prendere tempo sulla delicata questione, annunciando l'intenzione di avviare un confronto interno approfondito all'interno dell'amministrazione comunale prima di assumere qualsiasi decisione definitiva. Nel br