Un "Mi Piace" sul profilo #facebook della sua compagna lo ha tradito e ha permesso ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma di trovare ed arrestare Ugo Marchic, pregiudicato italiano di 61 anni, accusato di aver ucciso il suo socio in affari con un colpo di pistola e dopo di averne fatto a pezzi il cadavere. Il macabro omicidio è avvenuto nell'aprile del 2012 in Venezuela, a Puerto La Cruz, ma l'assassino era riuscito a lasciare il paese sudamericano, rifugiandosi in Italia. Su di lui c'è un mandato di arresto europeo, emesso a settembre con scopo di estradizione.

La vittima uccisa a colpi di pistola, poi tagliata a pezzi con una sega

La vittima si chiamava Paul Maurice Wolnerman, aveva 71 anni ed era di cittadinanza francese.

Nel 2012 aveva deciso di trasferirsi a Santo Domingo e volle affidare a Marchic, suo socio, e ad un tassista venezuelano, la procura per vendere una casa, una barca e un'automobile, incassando il denaro a suo nome. Con quei soldi, l'uomo avrebbe potuto trasferirsi e cambiare vita. Ma le due persone alle quali aveva dato l'incarico, si rivelarono i suoi aguzzini. Entrambi si misero d'accordo per invitare Wolnerman a casa e, dopo avergli fatto bere del caffè contenente del narcotico, lo spararono uccidendolo. Per risolvere il problema dell'occultamento del cadavere, armati di sega lo tagliarono a pezzi. I resti furono gettati nel mare e in un canale. In un canale della Marina Amerigo Vespucci fu trovato il tronco avvolto in diversi sacchi di plastica. Grazie a quel ritrovamento la polizia riuscì ad identificare il francese, del quale i familiari avevano denunciato la scomparsa. 

La fuga di Marchic in Italia e il suo arresto grazie a Facebook

Il tassista, 46 anni, è stato subito identificato e arrestato.

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Marchic, invece, originario di Perugia, è riuscito a fuggire ed è tornato in Italia. In un primo momento, l'uomo ha vissuto in un camping in provincia di Firenze ed era piuttosto tranquillo perché il mandato di cattura era stato emesso a nome di Marco Antonio Ferrari Martinez, la falsa identità che aveva in Venezuela. Ma è stato tradito da Facebook: l'omicida, infatti, è stato identificato dopo aver cliccato "Mi Piace" su una foto pubblicata dalla sua compagna venezuelana che raffigurava proprio il campeggio. In questo modo, le forze dell'ordine ne hanno potuto seguire gli spostamenti. A Milano è stato fermato una prima volta e riconosciuto come il responsabile dell'assassinio del socio francese, ma rilasciato per motivi burocratici riguardanti le pratiche dell'estradizione. Stavolta però, siccome il mandato di cattura è stato emanato ed è perfettamente valido, per lui, scoperto in un camping a Fiumicino, le manette ai polsi sono scattate per davvero.  #Cronaca Roma