Sembra la sequenza di un film dell'orrore, ma è tutto vero. Qualcuno userà i termini “dramma della solitudine”, ma qui c'è molto di più. Una signora di 63 anni, Maria Carmela Privitera, ex insegnante, alcuni anni fa si è stabilita in viale Francesco Caltagirone, a Ponte di Nona, zona dormitorio tra la Prenestina e la Collatina. Persona riservata, la donna doveva usare delle stampelle per deambulare. Sola, nessun parente o amicizie che la andassero a trovare. Un giorno non si è più vista: sparita agli occhi dei vicini dirimpettai e sparita agli occhi del medico curante, distante circa trenta metri da casa sua.

Sparita, nessuno la cercava

Sparita agli occhi del postino, che non sapeva più dove metterle la corrispondenza, visto che la cassetta postale della signora scoppiava di lettere mai ritirate.

Sparita anche agli occhi del padrone di casa che, non ricevendo più l'affitto, non l'ha contattata ma, compiuto il prescritto periodo di mora, le ha intimato lo sfratto. Ieri è arrivato l'ufficiale giudiziario, inviato dal Tribunale per procedere a sfrattare la donna. Quando la serratura ha ceduto, l'appartamento ha rivelato tutto il proprio orrore. La signora giaceva per terra, con le stampelle accanto e con il corpo quasi completamente mummificato. Odore di putrefazione, insetti ed altri viscidi animali per tutta la casa, nutriti dal cadavere, in condizioni terribili. Sul fuoco c'era una pentola ed il fuoco era ancora acceso, come se il malore oppure il decesso fossero avvenuti improvvisamente.

Cattivo odore: le proteste degli inquilini

E' presto per stabilire il momento e le cause della morte, ma i ricordi dell'inquilino del piano di sopra datano l'inizio del cattivo odore nel gennaio 2014, ventuno mesi fa.

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Il vicino afferma di averne parlato con l'amministratore condominiale e ricorda che qualcuno ha chiamato le Forze dell'Ordine, insospettito anche dall'eccesso di posta nella cassetta. Nessuno ha fatto altro, se non provvedere a sigillare con del nastro adesivo da trasloco tutte le fessure della porta della signora. Non un condomino che si sia fatto venire degli ulteriori dubbi. Da sottolineare il particolare del fuoco ancora acceso: se si fosse spento, l'intero palazzo avrebbe rischiato di esplodere, saturo di gas. Nemmeno la società del gas ha fatto nulla, sospendendo la fornitura, pur in presenza di una morosità che aveva quasi raggiunto i due anni. Oppure l'amministratore: se il gas era centralizzato e ripartito dalla sua amministrazione, in presenza anche di quote condominiali non pagate, perché sono trascorsi minimo 21 mesi senza alcun provvedimento?

Umanità 2.0

Al momento è inutile cercare delle responsabilità specifiche, dato che nulla cambierebbe nell'orribile fine della ex insegnante, ma c'è da domandarsi che tipo di società stiamo diventando, se si riesce a permettere l'accadere di una vicenda così tremenda. Eppure, la vecchiaia è un destino che andrà a colpire tutti. Questo è il futuro che ci attende? #Cronaca Roma #cronaca nera