Uno spettacolo sgradevole. Marciapedi al limite dell’impraticabile a causa delle erbacce che hanno letteralmente invaso i passaggi pedonali, cortili interni in cui i passanti sono costretti a camminare a capo chino perchè pervasi dagli alberi, ormai trascurati da tanto, troppo tempo. È come appare, oggi, il lotto numero 2 di via Vigne Nuove, nei pressi del Tufello, a Roma. Dopo le numerose segnalazioni dei residenti, è atteso l'intervento dell'Ater (azienda territoriale per l'edilizia residenziale di Roma). 

Roma, i residenti del Tufello non ci stanno

‘L’Ater (municipalizzata di Roma) non si fa più vedere da diverso tempo.

È diventato difficoltoso perfino camminare sui marciapiedi, invasi, ormai, dalle aiuole e dalle erbacce, cresciute a dismisura a causa della negligenza dell’azienda. È da oltre un anno che il nostro stabile non riceve più le cure adeguate’. È la segnalazione di alcuni cittadini residenti nel quartiere Tufello (III Municipio), in via Vigne Nuove, che proseguono denunciando ‘l’insostenibilità della situazione per coloro i quali risiedono in questo lotto’ e chiedendo ‘l’immediato intervento dell’azienda preposta alla cura ed al decoro territoriale per l’edilizia residenziale (l’Ater)’. Sul posto presenti anche alcuni candidati al III Municipio (elezioni di Roma), che hanno solidarizzato con i residenti, contattando - personalmente - l'azienda preposta al mantenimento del decoro in quello stabile.

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STRADE E MARCIAPIEDI: E' EMERGENZA

L’emergenza delle strade e dei marciapiedi percorsi quotidianamente dai romani, ormai, purtroppo, non fa più notizia. A piedi, in macchina o in scooter, le strade di Roma rappresentano una costante insidia per i cittadini, una trappola che rende difficoltosa anche una semplice passeggiata, soprattutto per anziani, mamme con passeggini e bambini. Secondo il Dipartimento Lavori pubblici del Comune, più di un terzo delle strade della grande viabilità è pericolosa per automobilisti e motociclisti. Proprio per questo ho più volte sostenuto che si tratta non solo di una questione di degrado e disagio, ma di sicurezza, e i dati sugli incidenti provocati dalle buche e dal manto stradale dissestato ne sono la triste riprova. Tutto ciò comporta, inoltre, un costo ingente per l’Amministrazione comunale, con continui interventi tampone che non risolvono il problema. Secondo una stima dell’Acer, per rimettere in sesto il patrimonio viario della Capitale servirebbe un investimento di 250 milioni l’anno per 5 anni. Dopo, per la manutenzione ordinaria, basterebbero 100 milioni l’anno. Sarà una delle priorità della mia amministrazione. Per far questo vogliamo coinvolgere anche risorse private, facendo “adottare” le strade a grandi marchi che si faranno carico del rifacimento in cambio di pubblicità, o alle associazioni di commercianti che si occuperanno di rimetterle a posto in cambio di concessioni. Vigileremo sulla corretta realizzazione dei lavori di rifacimento delle strade, come sulla realizzazione di qualsiasi lavoro pubblico, per evitare di assistere, come spesso accade, a manti stradali “idrosolubili” che alle prime piogge cominciano miracolosamente a disfarsi. Vigileremo e non faremo sconti.

Roma, Ater: un’azienda da chiudere?

I numeri dall’azienda territoriale per l’edilizia residenziale, d’altronde, parlano chiaro: nel 2015, l’azienda ha accumulato un buco di 26 milioni di euro a causa degli affitti non riscossi.

Per di più, l’Ater è la municipalizzata di Roma con la più alta astensione dal lavoro. Ogni giorno, infatti, un dipendente su tre resta a casa, rallentando – di fatto – il processo del recupero crediti per la riscossione degli affitti. L’azienda gestisce più di 50 mila immobili nelle zone residenziali di Roma ed è responsabile del mantenimento e del decoro degli stessi.

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