Stando a quanto emerge da un sondaggio effettuato dai farmacisti lombardi, il numero di coloro che di propria iniziativa richiedono il generico non supera il 30%; mentre la metà dei farmacisti dichiara che oltre il 50% dei clienti addirittura rifiuta di acquistare il generico. L’unico modo per cercare di fare un cambio di tendenza secondo gli operatori del settore è quello di fornire al cliente maggiore chiarezza.

Le farmacie sono tenute ad assistere il cliente nella scelta tra farmaci “griffati” e farmaci generici, ma sono ancora molte le persone che rifiutano categoricamente il farmaco generico.

È quanto emerge da un sondaggio effettuato da Federfarma Milano su un campione di 300 farmacie private di Milano, Monza e Lodi. L'indagine ha anche evidenziato come il tempo impiegato per spiegare ai cittadini le caratteristiche dei farmaci generici è sensibilmente aumentato da quando è divenuto obbligatorio per i medici specificare nelle ricette il principio attivo del farmaco, lasciando sostanzialmente alle persone la scelta tra griffato e generico. La maggior parte dei farmacisti, circa il 72,8%, impiega tra i 2 ed i 4 minuti per dare informazioni al cittadino, il 14,6% impiega anche più di 4 minuti.

Il sondaggio tuttavia rileva che esiste una certa diffidenza dei cittadini verso il farmaco generico: secondo l’84,5% dei farmacisti le persone che chiedono spontaneamente il generico non superano il 30%; mentre il 58,9% dei farmacisti dichiara di avere più del 50% dei clienti che tende a rifiutare a priori il generico.

I farmacisti intervistati hanno confermato di essere comunque soddisfatti di poter spiegare ai clienti le differenze tra farmaco griffato e farmaco generico e per il 23,5% di essi è necessario fare maggiore chiarezza su questo aspetto. Tra le proposte che sono state avanzate dagli stessi farmacisti c’è ad esempio quella di uniformare il colore delle confezioni dei farmaci, per evitare che i pazienti si affezionino ad una ad un determinato prodotto e non vogliano per questo cambiare. Altre proposte riguardano l’abolizione dei nomi di fantasia dei farmaci  o addirittura togliere proprio i nomi dei produttori dei farmaci e stabilire un prezzo uniforme.