Dormite male? Il vostro sonno è agitato? Per fare sonni tranquilli dovrete aspettare la pensione. E’ quanto emerge dallo studio dei ricercatori Sakari Lemola, del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Basilea e da David Richter, del German Institute for Economic Research di Berlino. Con la pensione diminuirebbe lo stress associato all’attività lavorativa con il conseguente miglioramento della qualità del sonno.
Tra i 60 e i 66 anni si dorme come bambini. La ricerca, pubblicata su “The Journals of Gerontology Series B: Psycological Sciences and Social Sciences”, è stata effettuata su 14.179 soggetti di età compresa tra 18 e 85 anni.
I partecipanti hanno effettuato un’autovalutazione della qualità del sonno e del loro stato di salute per quattro volte durante un anno. I dati hanno rivelato che la qualità del sonno diminuisce man mano che l’età aumenta, ma ritorna a migliorare tra i 60 e i 66 anni, per poi peggiorare di nuovo a causa dei problemi di salute dovuti all’età.
Dormire bene aiuta a rimanere sani. Superati i 60 anni, con l’arrivo dell’età del pensionamento, la qualità del sonno migliora. Il fenomeno, secondo lo studio, potrebbe spiegarsi con la diminuzione dello stress associato al lavoro: con una vita più serena, senza le giornate scandite dalla ruotine lavorativa, si dorme meglio. Dallo studio emerge inoltre la relazione tra stato di salute e qualità del sonno a prescindere dall’età: le persone che godono di un buono stato di salute riposano meglio, e al tempo stesso, riposare bene giova sullo stato di salute generale.