La crisi economica in Italia, il crollo delle certezze sociali, solitudine, malattie dell’età, vita frenetica, stress, cambi frequenti e forzati nelle abitudini per eccessiva precarietà lavorativa, fragile affettività sono elementi che hanno condotto a un forte aumento del manifestarsi di patologie psichiche che interessano l’umore, il sonno, l’alimentazione, la salute mentale in genere. Il conseguente enorme costo, sanitario e sociale, colpisce molte persone entro i 25 anni di età e le donne rispetto agli uomini hanno il doppio delle probabilità di ammalarsi di depressione.
Le relazioni sociali sono a rischio, aumentano le difficoltà nel lavoro e si frantumano i rapporti familiari con conseguente emarginazione ed esclusione sociale dei soggetti sofferenti di disturbi mentali più o meno gravi.
Di questo si è discusso nell’ultimo convegno della Fenascop (Federazione Nazionale delle Strutture Comunitarie Psico-Socio-Terapeutiche) che è la comunità che tratta delle cure del disagio psichico. E’ un’associazione che nasce su iniziativa di operatori impegnati attivamente all’interno di Comunità terapeutiche e che professionalmente agiscono nella Psichiatria di Comunità. Riunisce strutture sia private che pubbliche presenti sul territorio nazionale cercando di fornire linee e percorsi comuni che aiutano a colmare la disomogeneità territoriale.
Gli obiettivi della Fenascop:
- culturali e formativi promuovendo, sostenendo e attivando iniziative d’incontro e discussione, convegni, ricerche scientifiche. Aprendo discussioni e commenti su quanto riguarda la residenzialità in psichiatria;
- informativi favorendo il libero scambio d’idee e informazioni tra regioni e luoghi di lavoro diversi tra loro. Mediante l’accoglienza di proposte e suggerimenti si propone di favorire anche la conoscenza dei fenomeni psichici;
- “politici” e associativi proponendosi come interfaccia con le istituzioni;
- sindacali al fine di ottenere migliori regolamentazioni del settore.
I principi dell’associazione Fenascop:
- operare nel campo della cura del disagio psichico, della disabilità fisica e psichica e sensoriale e dell’emarginazione sociale;
- svolgere azione sulla condivisione e solidarietà per l’accoglienza e la cura delle persone sofferenti, attraverso opportunità, iniziative e strumenti che rispettano la dimensione umana e la partecipazione alla vita sociale e civile;
- azione di denuncia e lotta alle cause all’origine del disagio e dell’incuria nei confronti delle persone affette dai disturbi mentali, attraverso iniziative politico-culturali a difesa delle persone anziane, di quelle portatrici di dipendenze e di disagio sociale;
- rete integrata sociale per la collaborazione tra pubblico, privato e privato sociale.
Le varie forme di disturbi mentali interessano almeno l’8% della popolazione italiana e pesano molto su chi si trova a dover sostenere un familiare che ne è affetto e, per questo motivo, è necessario trovare più consenso e condivisione sul tema delle cure e assistenza.
Per ridonare dignità ai pazienti, il rapporto terapeutico deve tenere conto della realtà della vita quotidiana del soggetto “disturbato” formulando metodi terapeutici ben definiti in termini di durata, risultati e consenso dell’utente, modellando un tipo di accoglienza in strutture il più possibile assimilabile alla civile abitazione e arrivando a ispirare lo sviluppo di un “modello metodologico curativo multidisciplinare di tipo integrato” rispetto al “modello manicomiale”.