L'influenza aviaria potrebbe tornare, e a breve. A lanciare l'allarme la Fao, che parla di un rischio consistente di una nuova ondata d'influenza aviaria, soprattutto se, in una situazione delicata come quella attuale, i paesi non svolgono severi controlli e monitoraggi sul pollame.
L'influenza aviaria che aveva colpito 63 paesi sparsi per il globo nel 2006 e che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha ucciso, fino al 2011, 300 persone infettandone almeno 500, potrebbe quindi tornare. Juan Lubroth, capo veterinario della Fao, ha dichiarato: "La crisi economica internazionale ha significato minori risorse disponibili per la prevenzione contro il virus H5N1 e di altre malattie di origine animale.
[...] E questo vale non solo per le organizzazioni internazionali, ma anche per i singoli paesi. Sono preoccupato che nel clima attuale i governi non siano in grado di mantenere alta la guardia. Non vedo iniziative, nonostante la reale minaccia esistente per la salute di animali e per gli esseri umani". La malattia, soprattutto in Asia e Medioriente, è diventata endemica. Nel mondo esistono ancora "grandi serbatoi del virus". E se i controlli diminuiscono i rischi per la salute di animali ed esseri umani aumentano.
L'influenza aviaria, se si scatenasse nuovamente, significherebbe anche enormi danni economici, dato che la prima ondata ha causato circa 20 miliardi di dollari di danni. La Fao ricorda che con le dovute misure il virus può essere eliminato, ma se in buona parte dei 63 paesi interessati dalla precedente epidemia di aviaria il pollame è perlopiù immune ora al virus, una nuova ondata epidemica è effettivamente possibile.
Tutto sta a investire in prevenzione e controlli. Il settore dell'industria della carne, il comparto industriale più inquinante della Terra sotto vari aspetti, è pieno di rischi a causa delle condizioni esasperate cui vengono sottoposti gli animali per aumentare i profitti delle aziende. Non solo infatti si rischia l'influenza aviaria ma anche il diffondersi di molte altre, gravi malattie tra cui, come spiega Juan Lubroth, anche la Peste dei Piccoli Ruminanti (Ppr), in grado di decimare rapidamente interi greggi di pecore e di capre.
L'influenza aviaria potrebbe quindi tornare, e potrebbe anche non essere sola. L'industria alimentare e i paesi industrializzati devono effettuare maggiori controlli e magari, in futuro, cercare di cambiare qualcosa in un settore inquinante, inquinato (anzi inquinatissimo) e pericoloso per la salute umana.