La notizia è stata diffusa dal TG locale di Modena alcuni giorni fa: sembra che dal forte sisma dello scorso maggio si siano moltiplicati i casi di labirintite diagnosticati presso il Policlinico della città, soprattutto tra le donne sopra i trentacinque anni. La labirintite, come ogni malattia che nel nome reca la desinenza "-ite", è un'infiammazione che colpisce un'area dell'orecchio interno denominata "labirinto".

Il labirinto è composto da piccoli organi che agiscono come recettori acustici, cinetici e statici. Questo significa che l'orecchio interno non solo elabora gli impulsi acustici, configurandosi appunto come organo dell'udito, ma concorre anche a definire il senso di equilibrio e movimento tramite le interazioni tra il cervello e il cosiddetto "apparato vestibolare", ossia l'insieme dei recettori stato-cinetici presenti nel labirinto.

La labirintite, infatti, si manifesta con forti vertigini dovute alla scorretta comunicazione tra l'apparato vestibolare e il cervello, dovuta all'infiammazione in corso. Le vertigini, a loro volta, provocano nausea, malessere e mancanza di stabilità. Se un diffuso stato d'ansia può essere un effetto collaterale, è possibile che anche l'udito possa, alla lunga, essere compromesso nei casi cronici. Le cause scatenanti sono diverse e possono andare dalla reazione allergica dopo avere assunto farmaci, agli strascichi di infezioni virali o batteriche di maggiore portata (come le meningiti).

Inoltre, anche un forte stress psicologico può essere annoverato tra le cause scatenanti. Questo dato, evidentemente, unito al boom di casi diagnosticati, ha fatto scattare alcuni collegamenti, poiché se le vertigini sono una sensazione nota e diffusa, la labirintite vera e propria solitamente non lo è.

Il sisma di maggio, quindi, potrebbe aver lasciato solchi ben più profondi negli abitanti di una terra considerata a bassissimo rischio sismico fino all'anno scorso.

D'altronde, non è infrequente in seguito ad un forte terremoto e alle relative scosse di assestamento continuare ad avere una sensazione di "ondeggiamento" - comprensiva di nausea e vertigini - simile a quella che si prova dopo avere intrapreso un lungo viaggio in nave. E del resto vediamo bene come il "tremore della terra", detto alla francese, faccia paura, basti pensare alle misure precauzionali - in parte lodate, in parte contestate - adottate dopo lo sciame sismico verificatosi alcune settimane fa in Garfagnana. Che la labirintite, dal canto suo, possa diventare una nuova forma di mal-di-terremoto?