Chiunque ha assunto almeno una volta nella sua vita l'analgesicoper eccellenza, l'Aulin, fosse anchesolo a causa di un mal di testa, per alleviare dolori di natura generica oinfiammazioni. Pochi sono però a conoscenza della reale tossicità di tale farmaco e della ditriba in corso, su scalaeuropea, in merito alla sua commercializzazione. Alcuni anni fa, ben 16 PaesiEuropei tra i quali Finlandia, Irlanda e Spagna, hanno sollevato concretidubbi sulle reali proprietà benefiche del farmaco, arrivando addirittura a ordinare il ritiro dal commercio. L'Italianon recepì (e non lo ha fatto tuttora) la reale pericolosità continuandoimperterrita la sua vendita su scala nazionale.

Il nodo fondamentale della discussione consiste nel fattoche il nimesulide, il principioattivo dell'Aulin (e molecola base di molti altri farmaci) implicherebbe effetti molto deleteri per il fegato,arrivando addirittura ad essere potenzialmenteletale.

Nel 2002, la Spagna e la Finlandia sono stati i primi Paesi a ritirare dal mercato i farmacicontenenti il nimesulide, a causa della sua sospetta tossicità epatica. Nel 2007 anche l'Irlanda effettua tale operazione in seguito al fatto che ben sei pazienti in cura con tale molecolafurono costretti ad esseresottoposti ad un trapianto di fegato.Il documento ufficiale della Irish MedicalBoard recitava testualmente: "il danno epatico è un raro ma grave effettocollaterale del nimesulide.

Tuttavia abbiamo ricevuto dati provenienti dall'UnitàNazionale di trapianto di fegato del St. Vincent University Hospital, i qualiparlano di sei pazienti che hanno richiesto trapianto di fegato dopo iltrattamento con il nimesulide. Da quando il prodotto ha fatto ingresso inIrlanda del 1995, si sono registrate un totale di 53 segnalazioni. Tra questenove casi di insufficienza epatica, sei dei quali provenivano dall'UnitàNazionale trapianto di fegato e tre casi mortali di insufficienza epatica".

L'Italia è ilmercato più florido per il consumo del nimesulide in quanto viene consumato circa il 60% della produzionemondiale. Il Nostro Paese si è dimostrato negli anni insensibile a taleallarme. Solo il magistrato torinese Raffaele Guariniello nel 2008 ha approfonditoun'indagine portando alla luce un sistema illecito secondo il quale un altofunzionario dell'Agenzia Italiana del Farmaco avrebbe intascato mazzette pernon effettuare controlli qualitativi sul prodotto .

Nel maggio del 2008,la Società Italiana Farmacologicaavrebbe inoltre sottolineato come i benefici del nimesulide fossero superioriai rischi correlati al principio attivo affermando: "se essa (nimesulide) restain commercio oltre che in Italia in ben altri 16 Paesi europei fra cui Francia,Portogallo, Svizzera, Ungheria, è perché l'Agenzia regolatoria europea haritenuto che, nonostante quanto stabilito da alcuni Paesi, il suo profilobeneficio/rischio rimanga ancora favorevole".