Partiamo dal ricordare comela carne di cavallo in sé non sia un prodotto di scarto o "poco nobile", anziper il suo alto contenuto in ferro è spesso consigliata in gravidanza o aibambini, e che il vero centro della questione non è che sia presente carneequina in prodotti a base di carne bovina, quanto il fatto che non sia statopossibile risalire all'origine di questa.

Di fatto il consumo di carne equinaè molto legato alle abitudini sociali dei diversi popoli, in paesi come Italia,Francia, Polonia, Ungheria, Russia, Germania, Giappone e Canada il consumo dicarne di cavallo è largamente diffuso, mentre c'è una certa resistenza verso ilconsumo nei paesi di linguaanglosassone dove il cavallo è da sempre considerato un animale da competizioneo d'affezione.

Nei paesi musulmani poi il consumo èsconsigliato ma non vietato, mentre è vietato dalla religione ebraica.

In assoluto i maggiori consumatoridi carne equina sono Italia e Francia, con Italia maggiore importatore, mentrei primi produttori sono la Polonia e la Romania. Cerchiamo quindi di capire i perchédella truffa.

Mentre in Italia, come in altripaesi consumatori, la carne di cavallo costa più di quella di origine bovina,in altri paesi la situazione è opposta così, come rivelato da una inchiesta delFinancial Time, la carne di cavallo in Romania è venduta a mezzo euro al chilo,mentre bovina viene venduta a 3 euro al chilo.

Quindi una prima causa della truffapotrebbe ricercarsi nel tentativo di abbassare i costi di produzione edaumentare i margini sui prodotti derivati.

Secondo altre correnti(sponsorizzate ad esempio dal Guardian), la situazione è più complessa inquanto il vero scopo dell'operazione potrebbe essere quello di immettere nelcircuito carne proveniente da capi classificati "non dpa", ovvero, nondestinati alla produzione di alimenti.

In questo caso si potrebbe trattaredi animali provenienti dagli ambienti dello sport che, curati con farmacitalvolta dannosi all'uomo, diventano raggiunta una certa età un costo e non piùuna risorsa per i proprietari.

A questo proposito In Italia ilMinistero della salute ha deciso di effettuare diverse centinaia di analisisulla carne di cavallo alla ricerca del fenilbutazone.

Questo è un farmacoveterinario, di natura antinfiammatoria, specifico per i cavalli da gara, chelascia una traccia indelebile nelle carni, pertanto cercando questo derivatonel cibo, si può avere prova certa che l'animale non era destinatoad usi alimentari.

Per chi voglia tenersi aggiornato sugli sviluppi, consigliamo diconsultare il sito eFoodAlert che, oltre a dare informazioni sulla sicurezzaalimentare, monitora in tempo reale tutti gli sviluppi sullo scandalo dellacarne di cavallo.