Isabelle Caro, Maria Paola, Charlotte Sedon, Bethany Wallace, Cosetta Francia; cinque persone che hanno vissuto in città e addirittura paesi diversi, avevano età diverse, differenti occupazioni, potremmo tranquillamente dire che non avevano nulla in comune se non una tragica e triste malattia che le ha portate alla morte.
Queste donne, e qui ne cito solo una piccola parte, erano divorate da un mostro silente e crudele che si chiama anoressia. Anoressia è una parola che molti conoscono, ma che in pochi sanno in cosa consiste davvero: è una malattia che causa mancanza di appetito o volontaria riduzione dell'assunzione di cibo fino a eliminarlo quasi completamente; detto così può apparire agli occhi dei poco attenti, solo una sciocchezza, in realtà è una patologia gravissima, che spesso è causa di morte, della quale sono letteralmente preda moltissime donne, soprattutto adolescenti.
"Ha i grilli per la testa", "Vuole fare la modella", "E' una stupida", molte, troppe volte si sente definire chi soffre di questa malattia con leggerezza, sarebbe ora di dire basta a questa ignoranza. Chi è affetto da questo grave disturbo alimentare soffre moltissimo, perché la carenza di apporto di cibo all'organismo, come si può bene immaginare, causa problemi di varia natura, dai più "leggeri" quali perdita dei capelli, perdita dei denti, spossatezza e insonnia, ai più gravi che portano alla morte.
La sofferenza maggiore è però quella psicologica, nella maggior parte dei casi una persona affetta da anoressia si convince di essere grassa, ma è solo l'alibi per giustificare a se stessa il suo comportamento.
Per chi è affetto da anoressia, l'esponenziale perdita di peso dà in automatico la certezza di essere forte; riuscendo a controllarsi nell'alimentazione ha la convinzione di poter controllare la sua vita, di essere più bella e quindi più attraente.
Probabilmente è la ricerca di sicurezza in se stessi che porta queste persone ad "autoflagellarsi"; spesso il motivo è, però, da ricercare nei disagi quotidiani, nei rapporti con i genitori, con gli amici e qualche volta, nelle violenze fisiche o psicologiche subite; motivi che probabilmente nemmeno chi è malato, riconosce.
Di anoressia si può morire ma si può anche guarire, oserei aggiungere che si deve guarire; chiudere gli occhi davanti a ciò che ci fa paura o che non riteniamo abbastanza importante, non fa si che non esista. Siamo nell'era del tutto è possibile facciamo in modo che sia davvero così.
Più magra è più bella? Anche no.