Potrebbero volerci solo altri 24 mesi prima che il nuovo mini-cuore sia definitivamente disponibile per il trapianto nei piccoli pazienti pediatrici affetti da malattia cardiaca congenita. Una volta terminata la sperimentazione, il cuore artificiale, che pesa solo 40 grammi, potrà essere impiantato e consentirà ai pazienti di ritornare a casa in attesa del trapianto definitivo.

Un enorme passo avanti nella ricerca scientifica, se si pensa al disagio delle migliaia di piccoli pazienti, e dei loro genitori, costretti al ricovero ospedaliero e all'allontanamento dalla famiglia.

Il progetto di sperimentazione del nuovo cuore artificiale è stato presentato dall'Ospedale Pediatrico Banbino Gesù di Roma, insieme al progetto di sviluppo di una terapia rigenerativa miocardica a base di cellule staminali.

Il progetto, denominato "cuore nuovo" è stato possibile grazie al contributo di Conad e della Nazionale Cantanti. Ora per la sua attuazione, che verrà seguita da uno speciale team (Unità di Assistenza Meccanica Cardiorespiratoria Ecmo-Team) sono necessari ancora circa 550 mila euro.

Ad oggi sono circa 4 mila i bambini affetti da malattia cardiaca congenita alla nascita, ma il numero degli organi disponibili non è purtroppo abbastanza. Questo nuovo dispositivo verrà impiantato all'interno del ventricolo sinistro e alimentato da una batteria esterna.

E' dedicato a bambini tra i 2 e i 15 anni, età in cui un cuore di dimensioni normali non sarebbe idoneo. Nei casi dove il trapianto cardiaco non fosse praticabile, questo nuovo dispositivo potrebbe diventare un'alternativa valida e definitiva.

All'Unità di Funzione Ecmo e Assistenza Meccanica Cardiorespiratoria sono ottimisti: "Speriamo nel giro di 12-24 mesi di arrivare alla fase clinica, impiantando il primo di questi dispositivi su un bambino" sono le parole di Antonio Amodeo, responsabile del centro. 

La ricerca scientifica nel campo cardiaco è in fase di evoluzione e questo nuovo progetto, orgogliosamente solo italiano, renderà la vita dei piccoli pazienti più vivibile. Oltre a questo, lo stesso progetto porta avanti anche un'altra sperimentazione del tutto innovativa, cioè la terapia rigenerativa del tessuto cardiaco ad opera delle cellule staminali prelevate dal paziente stesso al momento dell'impianto del "mini-cuore".