Mentre dallaCina arriva la notizia di 21 nuovi casi di influenza aviaria che sino ad ora hafatto 7 vittime, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso il propriorappresentante a Pechino, Michael O'Leary, si premura di evitare il diffondersidella psicosi e del panico chiarendo che non esistono prove circa la possibilitàche il virus sia in grado di trasmettersi da uomo a uomo determinando la tantocitata pandemia. L'insussistenza di prove sulla trasmissibilità del virus fraumani viene ribadita anche dal direttore del Centro di Shanghai per ilcontrollo e la prevenzione delle malattie, Wu Fan.
I virus dell'aviariasono tutti ceppi del virus dell'influenza A, un genere di virus che è in gradodi infettare uccelli e mammiferi. Questi virus contengono emoagglutinina (H) e neuraminidasi(N): le due sostanze proteiche interagiscono consentendo l'adesione del virusalla cellula destinata ad essere infettata. Esistono 16 diverse varianti di emoagglutinina(da H1 a H16) e 9 diverse varianti di neuraminidasi (da N1 a N9): dallacombinazione di queste varianti deriva il diverso ceppo del virus (H1N1 e cosìvia).
Le epidemiedi aviaria sono iniziate nel 1996 (con i due ceppi H5 e H7) ed hanno coinvolto piùdi 150 milioni di volatili. L'H5N1 diffusosi inizialmente in paesi asiatici (Vietnam,Thailandia, Cambogia, Laos, Indonesia, Corea, Giappone, Cina, Russia,Kazakhstan e Mongolia) dall'ottobre del 2005 è entrato in Turchia e poi in Europa.
Nell'ambitodella comunità scientifica non c'è unanimità di vedute circa le modalità didiffusione del virus. C'è difatti chi sostiene che la trasmissione non avvenga,come si sostiene in maniera prevalente, attraverso la migrazione degli uccelliselvatici, ma che sia dovuta in massima parte al commercio del pollame legale eillegale. A segnalarlo, lo scorso ottobre, il British Ornithologist Union Journalche ha pubblicato del materiale scientifico sulla diffusione del ceppo H5N1.Gli autori sono Michel Clerc, Camille Lebarbenchon e Frederic Thomas delLaboratorio francese di Genetica ed Evoluzione delle Malattie Infettive.Secondo i tre esperti il vero motivo di allarme sarebbero non i contatti con lafauna selvatica, ma gli allevamenti intensivi che costituiscono il verofocolaio dell'infezione e il commercio di pollame infetto che sarebbe poi lostrumento principale di diffusione del virus.
La prova di ciò risiederebbe nelfatto che il virus H5N1 ha iniziato a spostarsi verso ovest attraverso l'Asianel luglio 2005, un mese in cui gli uccelli acquatici sono in muta e nonpossono tecnicamente volare. Lasua linea di distribuzione invece seguirebbe fedelmente le rotte commercialidella ferrovia Trans-Siberiana e le rotte migratorie della fauna selvaticadunque non c'entrerebbero proprio nulla.
I nuovi casi di "aviaria" verificatisi nel sud dellaCina sono dovuti al ceppo del virus denominato H7N9. A Shanghai, dove sono statesegnalate 10 situazioni di contagio nell'uomo e dove sono avvenuti 2 decessi, sonostati chiusi i mercati di pollame, sono stati attivati corsi di emergenza peril personale ospedaliero e monitoraggi costanti per tenere sottocontrollo lasituazione. Il ministro della sanità cinese Li Bin si è detto fiducioso sullapossibilità di limitare la diffusione del nuovo ceppo del virus.