La forte e prolungata crisi economica oltre che aver portatouna grave recessione e un'alta disoccupazione ha cambiato in manierapreoccupante, anche le abitudini degli italiani in merito al gioco d'azzardo, l'allarmeviene lanciato da uno studio del Cnr diPisa, poiché in 3 anni hanno riscontrato un aumento preoccupante dellapercentuale di giocatori ludopaticiitaliani, che sono passati dal 42% del 2010, al 47% del 2012.
Ma la dea bendata, oltre a non conoscere crisi, è anche unagrande burlona, che si diverte da sempre a fare "scherzi gobbi" agli uomini, comeracconta il celebre romanzo "Ilgiocatore" di Dostoevskij, in cui narra la storia di un progressivoinaridimento morale, di un giovane uomo che inesorabilmente perde interesseverso tutto ciò che lo circonda, in nome di un'unica passione: il gioco d'azzardo, trasformando così un semplicegioco o svago ricreativo, a malattia sociale, infatti, su 19 milioni di scommettitori, 3milioni sono a rischio di ammalarsi di ludopatia.
Dalla citazione del celebre autore "Un vero giocatore sabene cosa vogliono dire certi "scherzi" del caso", i ludopatici cercano una soluzione ailoro problemi tentando la sorte, con superenalotto, gratta e vinci, scommessesportive e poker online, creando una vera e propria popolazione di clientiabituali ludopatici, con un proprio delineato identikit, infatti, secondo i dati dello studio Ipsad (Italian population survey on alcohol and other drugs)2012, dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa, pubblicati dall'AdnkronosSalute: "Più di un milione sono invece gli studenti che lo scorso annoriferiscono di aver giocato soldi".
Secondo l'indagine che ha coinvolto45mila studenti delle scuole superiori e 516 istituti scolastici di tutta laPenisola nell'ultimo anno il 45,3% degli studenti ha puntato somme di denaro.
Aessere sicuramente più coinvolti nel vortice del gioco sono i ragazzi (55,1%vs. 35,8% delle ragazze)".
Secondo lo studio, la concentrazione maggiore di ludopatici,si riscontra soprattutto nel Centro sud, infatti, causa la disoccupazione e una situazione sentimentale compromessa, igiocatori "drogati" dal gioco d'azzardo, sono soprattutto gli uomini tra i 15 e i 64 anni, disoccupati, o con unlavoro precario, basso livello di istruzione, mentre gli adolescenti sono statistimati per oltre un milione.
Inoltre sempre secondo lo studio, la febbre del gioco, hacontagiato anche le donne e i giovanissimi, con il 40% in più di donne, ossia, 7,5milioni di donne, pari al 38% del totale degli scommettitori, e con oltre unmilione di adolescenti, secondo lo studioIspad Italia 2012: "Dall'indagine viene fuori i giocatori sociali, vale adire quelli senza alcun profilo di rischio, siano la maggioranza, quelliclassificabili a basso rischio sono già due milioni (11%).
Coloro che invece,si avviano a sfiorare la dipendenzapatologica sono circa un milione".
Le differenze di genere, si possono riscontrare, secondo idati emersi dallo studio, nel livello di istruzione e dal tipo di "droga" da giocoprescelto, infatti gli uomini sonocoinvolti in scommesse sportive peril 47%, e per il poker texano il 45%,mentre le donne preferirebbero più igiochi spendibili immediatamente, come il grattae vinci o superenalotto, inoltre si riscontra un livello socio economicopiù basso, negli uomini invece ciò che accomuna i ludopatici, sono le situazionisentimentali, infatti, spesso sono single, separati, divorziati, e sonoconsumatori di altre sostanze stupefacenti, come fumo, alcool, hashish.