La normativa europea impone di apporre sui cibi la data di scadenza, ma fa anche una distinzione sulle due diciture che la accompagnano: "da consumare entro il" e "consumare preferibilmente entro".
Le due diciture sono da distinguere per diversi motivi: la prima fa riferimento ai cibi freschi e ad alta deperibilità mentre la seconda indica un termine generico entro il quale il prodotto perde alcune delle sue caratteristiche.
Secondo la Food Standards Agency almeno il 40% dei consumatori sono pronti a mangiare il cibo oltre la data di scadenza e questo sta portando paesi come la Gran Bretagna verso epidemie di intossicazioni alimentari.
E' bene, comunque, sapere che moltissimi alimenti sono ancora decisamente commestibili dopo la data di scadenza, basta soltanto prendere alcune piccole precauzioni per saggiarne la bontà.
Alimenti come lo yogurt, d esempio, possono essere consumati fino a una settimana dieci giorni dopo la data di scadenza, basta controllare che la confezione sia ben conservata e che non appaiano rigonfiamenti in essa.
Anche l'olio può essere consumato dopo la data di scadenza, fino sei mesi dopo, a patto che sia conservato in luoghi freschi e asciutti, così come la pasta, i pelati e i biscotti.
Le uova è bene, invece, che siano consumate entro una settimana dalla data di scadenza.
Sott'olio e sotto aceti in vetro, sigillati, possono essere consumati fino a tre anni dopo la loro scadenza.
Il latte fresco, invece, è forse l'unico alimento che da solo riesce a dare la rassicurazione della sua buona conservazione o meno: oltre la data di scadenza (ma è buona norma farlo anche prima) basta farlo bollire: se il prodotto non presenta addensamenti è sicuramente buono, altrimenti è andato a male.
Per quanto riguarda il cibo fresco cucinato in casa, se conservato in frigo possono durare anche 8/10 giorni.