Come ogni anno il mese di ottobre segna l'arrivo della temutissima influenza di stagione che si farà poi sentire fino al mese di febbraio, con picchi solitamente tra dicembre e gennaio. Non c'è pertanto da stupirsi che già agli inizi di novembre i dati Influnet segnalino oltre 50 mila persone costrette a letto. I sintomi possono essere di vario tipo: dal semplice raffreddore all'infiammazione della gola, per passare a vomito e diarrea oltre che bronchite e mal di testa.Tra gli anziani possono comparire anche debolezza e stato confusionale. 

I soggetti più a rischio sono come sempre i soggetti più deboli, come bambini e anziani, ma anche tra gli adulti l'influenza rappresenta la principale causa di assenza dal lavoro.

Già in varie scuole l'ondata influenzale ha dimezzato il numero delle classi, costringendo i piccoli al riposo forzato. Si consiglia, per evitare il contagio, di far restare i piccoli a casa alle prime avvisaglie di malessere.

Per quanto riguarda gli anziani, è meglio non uscire se non si sta bene o, quanto meno, evitare i posti troppo affollati. Ai primi sintomi di malessare è meglio avvisare il proprio medico curante.

Consigliatissimo come sempre il vaccino anti-influenzale agli anziani o ai soggetti problematici. Sebbene non elimini completamente il rischio di contagio, il vaccino rende comunque il virus meno debilitante e pericoloso. L'influenza non va sottovalutata, rappresenta infatti la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva dopo l'AIDS e la tubercolosi (dati del Ministero della Salute).