Nasce una nuova terapia che sembrerebbeessere in grado di ridurre i danni al cuore provocati da un infarto, del 50 percento. Non prevede l'uso di farmaci, ma di micro-particellebiodegradabili.

La sofferenza del cuore dopo uninfarto, è principalmente causata da cellule infiammatorie (soprattuttomonociti) che soggiungono nella zona cardiaca in deficit di ossigeno. L'infartoinfatti non è altro che la conseguenza di un restringimento delle coronarie chenon consentono al sangue di passare.

Le micro-particelle entrano ingioco in questo processo.

Esse intervengono intercettando i monociti,bloccandoli ed eliminandoli, controllando così l'azione infiammatoria edistruttiva che eserciterebbero sulle pareti cardiache.

Come funzionano?

Le micro-particelle sono formateda acido glicolico più acido lattico,e hanno una carica negativa; i monocitiinfiammatori sono invece caricati positivamente. Dopo averli attirati, leparticelle li "spediscono" alla milza dove si provvederà alla loro eliminazionedefinitiva. In tal modo i danni al cuore saranno pressoché scongiurati. Perchésvolgano quest'azione, le particelle andrebbero iniettate all'infartuato entro 24 ore dal momento dell'attacco.

L'uso di micro-particelle,biocompatibili e biodegradabili è già stato approvato dall'ente americano checontrolla farmaci e dispositivi medici (Fda), nei fili da sutura riassorbibili.Sono sostanze di piccolissime dimensioni.

Corrispondono a 500 nanometri (circa duecento volte più sottile di un capello). Almomento la terapia vera e propria resta in attesa d'approvazione, ma leprevisioni lascerebbero sperare che le sperimentazioni cliniche per l'infarto possanoiniziare nell'arco di due anni.

In generale comunque taliparticelle potrebbero avere un buon impatto nell'ambito della cura di variemalattie infiammatorie. Questa terapia, infatti potrebbe risultare utile anchenel trattamento di altre patologie come la sclerosi multipla o la peritonite. Essendosirivelate in grado di influenzare l'azione delle cellule infiammatorie nellezone colpite dalla malattia, rappresentano un'ottimasoluzione perché limitano i danni nelle aree colpite e favoriscono il rigenerarsidei tessuti.