Mentre in Italia è un reato e in altri paesi d'Europa l'eutanasia è sottoposta a rigide e severe regole (ma solo per gli adulti coscienti della scelta) in Belgio è stata approvata la legge che consente di staccare la spina ai bambini terminali e con grosse sofferenze insopportabili. Nella legge è previsto che uno psicologo o uno psichiatra terzo debba valutare la  "capacità di giudizio" del bambino, per accertare che lo stesso capisca cosa significhi morire. Insomma, dovranno essere gli stessi bambini a chiederlo, con il consenso dei genitori.

La scelta

La decisione è arrivata dopo un dibattito assai acceso e seguito con interesse e trepidazione da parte della popolazione.

La storia, comunque, non è recente. Difatti arriva alla fine di un iter che ha appassionato l'intera popolazione belga, ma anche il resto d'Europa.

Durante la votazione, riferiscono i giornali locali, dalla tribuna del pubblico qualcuno ha gridato tre volte "assassini". Data l'importanza della scelta, la discussione è stata trasmessa in diretta dalla tv nazionale. L'iter parlamentare ha tenuto conto anche del fatto che, da sondaggi effettuati, il 73% della popolazione belga si è dichiarata favorevole all'estensione dell'eutanasia anche ai minorenni. La prima nazione a legalizzare la "dolce morte" in Europa, è stata l'Olanda. Ma con un limite. La si può praticare solo su bambini con un'età superiore ai dodici anni.

Le polemiche, le preoccupazioni

Dopo una simile decisione non sono mancate le polemiche e le forti prese di posizione da parte della Chiesa e delle altre fedi religiose, comunità ebraica e musulmana in particolare, preoccupate per il "rischio di banalizzazione" dell'eutanasia e di aumentare i casi di chi autonomamente decide di porre fine alla proprie sofferenze. "Stabiliamo che gli adolescenti non siano in grado dal punto di vista legale di prendere importanti decisioni economiche e affettive, e poi li riteniamo in grado di decidere se devono morire", ha affermato l'arcivescovo Andre-Joseph Leonard. Anche il  il Consiglio d’Europa ha espresso il suo parere suggerendo al Belgio di rivedere la scelta.

Ma si sa che in queste decisioni, magari difficili, magari sofferte, non si torna indietro, convinti che la scelta fatta vada nella direzione della fine delle sofferenze. Bambini compresi.