Arriva una svolta nella lotta contro il tumore al cervello, McGill University ha infatti confermato una nuova scoperta in collaborazione con l'Ospedale di Treviso, l'Ospedale di genetica (Napoli) e l'Università di Calgary: due proteine che influiscono attivamente nello sviluppo del tumore.

Le due proteine incriminate sono chiamate FOXG1 e Groucho/TLE, sono dei geni appartenenti ai fattori di trasmissione e collaborano allo sviluppo del glioblastoma, uno tra i tumori più letali in Italia.

Le possibilità aperte da questa nuova scoperta

Medici e scienziati si dedicheranno adesso allo studio di entrambi i geni, sviluppando nuovi attacchi antitumorali che colpiscano direttamente le proteine e mirino a disattivarle.

Il GBM, Glioblastoma Multiforme

Il GBM è il tumore più diffuso tra le neoplasie che colpiscono le cellule del sistema nervoso, in Italia sono più di 1.200 i casi che si sviluppano ogni anno, i pazienti sono per lo più uomini tra i 40 e i 70 anni, mentre le donne e i giovani sono i meno colpiti dal tumore.

Fin ad oggi si è potuti solo intervenire con vari farmaci per rallentarne lo sviluppo e per contrastare le complicanze che provoca, come l'epilessia. Si è anche riusciti ad intervenire in maniera chirurgica, tuttavia le operazioni hanno un alta percentuale di rischio ed inoltre il glioblastoma potrebbe ripresentarsi a cusa delle fastidiose cellule recidive. I 3 metodi comunque più efficaci sono, come in ogni tumore maligno, la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia

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