E' molto facile attribuire significati distorti alle parole ed ancora di più decontestualizzare intere frasi, facendo assumere ad una ricerca valenze differenti rispetto a ciò che quello studio afferma veramente.
Se si prendono i risultati di un'analisi scientifica e li si taglia a fettine, utilizzando soltanto ciò che interessa per far passare un messaggio alterato, al fine di ottenere l'effetto "sensazionalizzante" che si cerca, il danno può essere letale, soprattutto quando si tratta di junk food.


Così, è transitata su alcuni giornali (on line e non), la notizia che "il cibo spazzatura non è nocivo come si è creduto da anni, almeno secondo uno studio riportato sul New York Times".
Stando a questa sommaria, parziale ricostruzione giornalistica (molto parziale e anche "di parte" verrebbe da pensare, quasi che l'estensore gestisca una catena di ristorazione fast food o ne riceva i benefici sotto altra forma), un cheeseburger o, in alternativa, un pezzo di pizza zeppa di formaggio non farebbe così male alla Salute e per corazzare tale affermazione viene citata direttamente una frase della ricerca di cui sopra, sviluppata dal dottor Rajiv Chowdhury della Cambridge University.
L'estensore estrapola un singolo periodo e lo piazza lì, novella stele di Rosetta: "le persone che consumano livelli abbastanza alti di grassi saturi, come quelli che si trovano in carne, burro o formaggio, non soffrono di malattie cardiovascolari in misura maggiore di chi ne assume meno".


Il gioco è fatto, il messaggio è passato: "Il cheese non fa male al cuore, mangiatene a sazietà!"
Sta di fatto che, leggendo per intero l'articolo del New York Times, le cose non stanno precisamente così.
Effettivamente Rajiv Chowdhury non ha trovato alcuna prova che il consumo di grassi saturi provochi un incremento degli attacchi cardiaci.
Non trovare alcuna prova è cosa ben lontana dal dire che chi consuma grassi saturi in eccesso non corre rischi.


Difatti poco oltre, nell'articolo originale del NY Times, si cita il dottor Frank Hu, professore di nutrizione ed epidemiologia alla Harvard School of Public Health, il quale puntualizza che le conclusioni cui è giunto Chowdhury non devono essere lette come un invito a mangiare più bistecche, hamburger, burro e altri alimenti ricchi di grassi saturi.
Hu, per contro esalta la nostrana dieta mediterranea che riduce, questa si, gli attacchi di cuore e l'ictus.


Insomma lo studio di Chowdhury non "sdogana" la pericolosità di carne e formaggi in eccesso come invece appare sulle riduzioni italiane della notizia; sostiene solo che le prove della loro pericolosità non sono state trovate e che, piuttosto, al centro delle linee guida dietetiche di indagine dovrebbero esserci i carboidrati e gli zuccheri.


Uscendo dall'analisi della notizia e da come è stata trattata sommariamente dai giornali italiani e ritornando al cibo spazzatura non possiamo non annotare che, comunque, lo junk food è da considerarsi deleterio per la salute, come, in genere, lo è il cibo industriale.


Se eccessi di carne e formaggi sono connessi ad infarto ed ictus (con quale incidenza è da stabilire, con o senza i dati di Chowdhury), il pane degli hamburger non è da meno, considerato che l'azodicarbonamide (E927), una sostanza chimica che, in alcuni casi, viene messa in relazione ad una serie di patologie tumorali, è tra gli ingredienti aggiunti alle farine senza una reale spiegazione logica, non avendo uno scopo funzionale a fini nutrizionali.


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