Il divorzio? È una questione di stress! A causa della separazione, infatti, gli ex-coniugi potrebbero essere "vittime" di diversi disturbi di salute. Insonnia, pressione alta e depressione i primi sintomi della "sindrome da divorzio". Lo sostengono i ricercatori dell'Università dell'Arizona, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Health Psychology. I risultati della loro ricerca, quindi, rivelano qualcosa di non molto confortante. Non solo picchi di pressione alta, infatti, o stati depressivi acuiti. In agguato ci sarebbe anche il rischio di morte prematura.



Le cause che portano due coniugi al divorzio sono diverse. Spesso, la rottura può essere provocata da forti incomprensioni sessuali. Ma il campanello d'allarme, dopo l'avvenuto divorzio, è la mancanza di sonno. Se nei primi mesi dopo la separazione, la difficoltà ad addormentarsi diventa la normalità, i disturbi, da tali, possono mutare fino a provocare depressione. Per giungere a tali risultati, i ricercatori statunitensi hanno "osservato" un campione di 138 persone separate o divorziate, per circa sette mesi e mezzo. Ad essere monitorate, in particolar modo le loro maggiori o minori difficoltà nel prender sonno. Ne è emerso che, più perduravano i problemi di sonno dopo la separazione (fino a dieci settimane), più era alta la possibilità che questi avessero un effetto negativo sulla pressione sanguigna.

Non solo lo studio americano. Anche un'altra ricerca, questa volta tutta italiana condotta dell'Università degli studi di Milano, ha messo in evidenza come una situazione di stress violento e prolungato possa essere effettivamente all'origine di un indebolimento del sistema immunitario e di quello cardiocircolatorio, fino a generare numerosi scompensi fisici. Sarebbe proprio la forte tensione psichica, infatti, a comportare gravi conseguenze fisiche e, nei casi più estremi, anche provocare vere e proprie lesioni organiche.

Quello che di negativo accade nel quotidiano di ciascuno di noi, si traduce in malessere e malattia, a livello psicosomatico. Tra questi eventi negativi, anche la perdita del partner, appunto.

E le reazioni psicosomatiche del corpo non tardano ad esprimersi in disagio emotivo e ricordi ossessionanti, dovuti a nostalgia o a fantasie di riconciliazione. È proprio il nostro corpo, dunque, il reale mezzo mediante il quale "scaricare" il dolore.

Uno dei rimedi più efficaci e consigliati dagli esperti è ricorrere alla classica seduta di terapia cognitivo-comportamentale. Accompagnata da una semplice, ma radicale revisione della propria routine giornaliera. Magari dedicando del tempo a sé stessi, ogni giorno.