È notizia di questi giorni che la University College di Londra sta per intraprendere il più vasto studio di sempre, orientato a dimostrare l’efficacia dell’aspirina nella lotta contro il cancro. La ricerca, denominata Add-Aspirin phase 3 trial avrà una durata di 12 anni e coinvolgerà oltre cento centri di ricerca in Gran Bretagna, a coordinare il tutto ci sarà anche la professoressa Ruth Langley la quale dichiara: “ci sono stati alcuni studi che hanno evidenziato la possibilità che l'aspirina possa impedire che un tumore ritorni”, aggiungendo che se questo fosse veramente dimostrato potrebbe rivoluzionare l’approccio futuro a questo male, fornendo uno strumento efficace e a buon mercato per bloccare le recidive.

L’aspirina ‘smaschera’ il tumore

In passato abbiamo avuto altri studi tesi a dimostrare le proprietà antitumorali di questo comunissimo farmaco da banco: una ricerca del istituto Fransis Crick, pubblicato dalla rivista Cell, dice infatti che l’aspirina mostrerebbe la capacità di amplificare l’effetto dei farmaci contro i tumori. Il tutto è spiegato con il fatto che alcune forme di cancro come quello al seno, alla pelle e quello all’intestino provocano livelli elevati di prostaglandina E2, sostanza che causa un’attenuazione della risposta immunitaria. L’aspirina invece renderebbe questa molecola più visibile, consentendo ai farmaci di aggredire più efficacemente il tumore, infatti sui modelli animali ciò ha permesso di rallentarne lo sviluppo.

Ottimi risultati anche nel cancro al seno

Secondo una ricerca l’aspirina ridurrebbe l’insorgenza dei tumori secondari dopo la prima diagnosi da cinque a dieci anni. L’autore dello studio, Sushanta Banerjee ha affermato che alcune cellule neoplastiche sopravvivono alla chemioterapia o ad altre terapie anticancro e rimangano dormienti finché non trovano le condizioni favorevoli per riprodursi.

I ricercatori hanno quindi testato l’aspirina su alcune culture di cellule del cancro al seno con risultati entusiasmanti, infatti molte cellule del tumore morivano.

Nella seconda fase dello studio i ricercatori hanno preso in esame 20 topi colpiti da forme tumorali aggressive. Alla metà delle cavie è stato somministrato per quindici giorni l’equivalente umano di 75 mg di aspirina ogni giorno, una quantità blanda perciò.

Finito lo studio, i ricercatori hanno pesato le masse tumorali, notando che questo era diminuito quasi della metà. Un altro gruppo ha assunto il farmaco per 10 giorni, dopo di che è stato esposto alle cellule cancerose, mostrando dopo 15 giorni una crescita nettamente inferiore a quella del gruppo di controllo.

Una ricerca di scienziati di Brigham e Harvard ha messo in luce che il celebre analgesico riduce di molto il rischio di morte nelle pazienti che la usano per altre patologie: si è verificato che solo 2 pastiche a settimana aveva abbattuto la mortalità tra il 64% e il 71% mentre le metastasi erano diminuite tra 43% e il 60%. Se questi studi sull’aspirina fossero confermati ci troveremmo fra le mani un’arma potente, a basso costo e con effetti collaterali bassissimi, nella lotta al cancro.