I farmaci contro l'AIDS sono l'unica speranza per tutte le persone che ne sono affette dalla nascita o l'hanno contratta a causa di partner sessuali "disonesti", l'hanno resa una malattia curabile, infatti in 14 anni si sono evitati 7,8 milioni di decessi. Passata alla storia è la vicenda della ragazza francese nata sieropositiva che, grazie alle cure, è riuscita ad ottenere la remissione della malattia. Questo dimostra che i farmaci sono fondamentali e dovrebbero essere il più possibile alla portata di tutti.

L'inaccessibile Daraprim

Impossibile dimenticare il caso del "Daraprim", il farmaco contro il retrovirus dell'HIV che aveva scatenato un bel "putiferio" fino alla denuncia della stessa Hillary Clinton quando la starup "Biotech Turin Pharmaceutical", che a settembre ne aveva acquistato i diritti, fece salire il prezzo da 13,5 dollari a 750 dollari per ogni compressa, un aumento del 5000%, cosa che va oltre l'inverosimile.

La risposta economica al Daraprim

L'azienda farmaceutica americana "Imprimis Pharmaceuticals" ha deciso di rispondere realizzando un farmaco con gli stessi principi attivi del Daraprim, ovvero prymethamine e leucovorin, ma decisamente più economico, poco meno di 1 dollaro a pillola per un totale di 99 dollari a scatola, una bella differenza. "Ci vorrà ancora un po' di tempo ed altri fondi prima di poter mettere mettere in commercio questo nuovo farmaco economico" dice l'amministratore delegato della Imprimis Pharmaceutical, Mark L.

Baum "Per portare a termine il progetto la nostra azienda sta cercando di concludere un accordo con alcuni investitori, ma l'obiettivo primario al momento è ottenere l'approvazione della Food and Drugs Administration per vendere questo medicinale concorrenziale". Allora buona fortuna signor Baum, ci auguriamo di vedere presto il farmaco sul mercato.

L'HIV in Italia

Nel nostro paese sono circa 150 mila i soggetti sieropositivi, ma soltanto 94 mila sono in terapia, mentre la maggior parte degli altri non è nemmeno a conoscenza di essere malato.

A questo proposito all'Expò 2015 di Milano si è tenuta una campagna di protezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili così da "insegnare" ai cittadini a proteggersi e a sottoporsi agli screening adeguati. "Le diagnosi di AIDS sono spesso tardive" spiega Carlo Federico Perno dell'Università di Roma Tor Vergata "Di solito ci vogliono dai 5 agli 8 anni visto che si tratta di un virus subdolo e silenzioso.

Le prime manifestazioni si hanno dopo circa 8 settimane dal contagio e comprendono calo ponderale, herpes o candidosi, ma solo il 5% dei malati riceve la giusta diagnosi in questa fase perché la maggior parte dei medici di base spesso prescrive un semplice antivirale". Da questo si comprende che l'esplosione vera e propria del retrovirus HIV avviene dopo anni e, arrivato a quel punto, il paziente sta davvero male, allora si arriva alla diagnosi.

Questo deve cambiare, una patologia scoperta in tempo equivale a meno sofferenza e a meno decessi.

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