Si chiama Influnet, lo speciale osservatorio sull'influenza, coordinato dal Ministero della Salute, con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità e di professionalità mediche e scientifiche. Stando agli ultimi dati sono già di 97mila gli italiani colpiti dall'influenza, 42mila circa nella sola settimana che va dal 26 ottobre al primo giorno di novembre. Si tratta, dunque, di un dato in forte ascesa, anche se il picco dovrebbe aversi nel nuovo anno. I soggetti più colpiti, fino a questo momento, sono i più piccini. 

Il pediatra

Raffaello Rabuano, pediatra dell'Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli di Benevento, non ha dubbi: “La vaccinazione deve essere fatta. Quest'anno c'è anche una raccomandazione specifica del ministero della Salute per bambini di età inferiore ai 6 anni in aggiunta a quelle che sono considerate le categorie a rischio, per le quali la vaccinazione va fatta al di là dell'età, e cioè i bambini con diabete, allergia, asma, cardiopatie”.

Stando ai casi esaminati dal pediatra campano, l'influenza di tipo A non sarebbe ancora esplosa, al momento si tratta ancora di forme para influenzali: “Influenza di tipo B, i famosi Paramyxovirus o virus della parainfluenza – spiega -, hanno già colpito e si manifestano per la maggior parte dei casi con tosse, febbre anche elevata, laringiti, epidemia di laringotracheiti, mentre l'influenza A dovrebbe arrivare nella prima decade di dicembre per poi spegnersi a marzo”.

Il periodo per vaccinarsi è già iniziato. “I nostri piccoli pazienti vaccinati per per la prima volta, hanno già fatto la prima dose – chiarisce Rabuano -, perché, mentre dopo i 9 anni la dose è unica, prima dei 9 anni sono previste due dosi a distanza di almeno 4 settimane una dall'altra. Per i prematuri, dopo i 6 mesi, è altamente consigliata vaccinazione antinfluenzale. Attualmente ci sono anche altri vaccini consigliati, tra cui il vaccino contro il rotavirus, malattia che causa lunghi periodi di vomito e diarrea. Questo vaccino va fatto, però, in un periodo molto limitato, in genere previsto fino ai 6 mesi di vita”.

Rischi legati alla vaccinazione? “Zero – sgombra in campo il pediatra -. E' chiaro, però, che se il bimbo ha la febbre la vaccinazione va rinviata oppure in presenza di patologie per le quali è controindicata la vaccinazione, sarà lo stesso medico a dirlo. Voglio ricordare che l'anno scorso, in seguito al calo delle vaccinazioni, abbiamo avuto un numero di decessi doppio rispetto all'anno precedente”.

Le Regioni

In Puglia la campagna “Non lasciarti influenzare”, vuole evitare numeri come i 22 morti accertati per influenza e i 60 casi di pazienti gravi per complicazioni influenzali del 2014. In Lombardia si  è partiti con leggero anticipo quest'anno, visto che un anno fa solo il 40% di  ultrasessantacinquenni si è vaccinato, il 35% in meno alla soglia minima indicata dal Ministero e come conseguenza più di 140 mila anziani sono rimasti a letto.

Il geriatra

Franco Bubbico, geriatra della Casagit e di alcune Asl del Lazio, ricorda che: “Vaccinarsi è una cosa molto utile, tra l'altro gratuita per gli ultrasessantacinquenni, che garantisce uno scudo per la propria salute ma anche un risparmio economico perché le forme influenzali possono degenerare, provocando altri problemi e il ricorso ad altre cure e terapie mediche”. Le indicazioni che il dottor Bubbico dà ai suoi pazienti: “Sono le stesse che danno anche l'internista e il medico di base, cioè la vaccinazione per gli ultra 65enni, con particolare riferimento alle patologie croniche, cardiovascolari, respiratorie e immunodeficienze. In ogni caso – precisa Bubbico -, il vaccino è consigliabile anche in carenza di queste indicazioni perché nell'anziano attacca facilmente le residue risorse della persona”.

Il periodo migliore per praticare la puntura? Il geriatra risponde: “Non appena si riesca a reperire il vaccino in farmacia. In una delle Asl dove opero, è già stato consegnato ai medici di base circa 30 giorni fa”.

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