Studentessa di Grosseto colpita da meningite meningococcica di tipo B,attualmente ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Secondo le ricostruzioni dei suoi spostamenti, la studentessa lo scorso 6 gennaio avrebbe partecipato ad una festa a Firenze ed effettuato diversi viaggiin treno per i suoi spostamenti.

Caso di meningite a Bologna: profilassi per tutte le persone con le quali la studentessa è stata in contatto

Le indagini svolte dai sanitari sul caso della studentessa grossetana colpita da meningite hanno portato alla ricostruzione dei luoghi e dei relativi mezzi pubblici che la paziente avrebbefrequentato, mettendo involontariamente in pericolo tutte le persone entrate con lei in contatto nei giorni dell’incubazione della malattia.

Sicuramente nella serata del 6 gennaio la studentessa era presente ad una festa a Firenze in via Toselli. Da parte delle Asl regionali è partito subito un appello a tutte le eventuali persone che nei primi giorni dell’anno hanno frequentato i luoghi frequentati dalla studentessa, hanno viaggiato sullo stesso treno, autobus o in auto e che per diverse ragioni sono state a contatto diretto con lei.Secondo le ricostruzioni la ragazza, si sarebbe recata varie volte in Toscana e avrebbe studiato nella biblioteca di Grosseto mentre risiedeva a casa.

Individuate già un centinaio di persone tra Grosseto e Bologna per le quali è subito scattata la profilassi del caso.I sanitari hanno subito attivato la proceduta di profilassi prevista nei casi di meningite, ad essere chiamati in ospedale sono stati tutti isoggetti entrati a direttocontatto con la 23enne, a partire dai suoi familiari ed amici toscani. La profilassiprevista dal protocollo sanitario consiste nella somministrazione di una compressa di ciprofloxacina da 500 mg.

La Toscana al primo posto nella media nazionale del contagio della meningite

La 23enne colpita da meningite è originaria del grossetano e aveva trascorso le vacanze di Natale nella sua città. Molto probabilmente, dunque, l‘infezione è avvenuta in Maremma e non nella città felsinea. Se si rivela veritiera questa ipotesi, si confermerebbero tutte le statistiche che danno, negli ultimi anni laToscana al primo posto come luogo di contagio della meningite.

Infatti, in Toscana nel 2015, ci sono stati oltre 40 casi della malattia, un numeroritenuto dai medici competenti decisamente più altorispetto alla media nazionale.

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