Una recente ricerca svolta da alcuni ricercatori dell'Università di Manchesterha dimostrato che il 62% delle persone con maggiore propensione al suicidio (ricorrenti pensieri di morte o tentativi suicidari, senso di sconfitta e di impotenza) spesso soffre anche di incubi notturni, rispetto al restante 20% che non manifesta questo tipo di disagio (D. L. Littlewood, P.A. Gooding, M.Panagioti, S.D. Kyle. "Nightmares and suicide in Posttraumatic Stress Disorder: the mediating role of defeat, entrapment and hopelessness". Journal of Clinical Sleep Medicine, March 2016).
Sembra quindi che gli incubi, spesso associati al DPTS (disturbo post-traumatico da stress) agiscano da stressor, ossia aumentino la sensazione di sofferenza delle persone che, ad esempio, hanno recentemente subito un forte trauma. Si parla sempre più spesso di questo disturbo mentale invalidante; le recenti stragi (attacchi terroristici, calamità naturali) non fanno che favorirne l'insorgenza nelle persone coinvolte. Tali individui, che hanno visto o vissuto personalmente eventi in grado di minacciare la propria vita, tendono a riviverli non solo tramite allucinazioni e flashback, ma anche attraverso gli incubi notturni. Questi sogni, caratterizzati da sensazioni vivide di terrore, tendono a presentarsi entro pochi mesi dal trauma subito e molto spesso si protraggono per tutto il corso della vita, compromettendone in modo significativo la qualità.
Tali ricercatori, perciò, hanno ritenuto opportuno agire su tali vissuti notturni, in modo da ridurre la probabilità che le persone invalidate sviluppassero ulteriori pensieri di suicidio.
Lo studio ha coinvolto 91 partecipanti; per ognuno di essi si è fatta una valutazione dell'intensità e della frequenza degli incubi. I soggetti hanno inoltre compilato questionari per indagare sul loro vissuto (pensieri di sconfitta, sensazione di minaccia reale o immaginaria alla propria vita, pensieri di morte). Ovviamente è stato misurato anche il loro livello di depressione, per valutarne la maggiore o minore compresenza con il disturbo post-traumatico.
Tale ricerca è la prima a investigare il rapporto complesso tra incubi e tendenza al suicidio; spesso gli incubi sono stati considerati un sintomo di depressione e ansia, ma non sempre si è indagato a fondo sul loro potere di "istigazione al suicidio". Tale ricerca potrebbe favorire ulteriori studi in grado di monitorare e ridurre l'impatto di questi vissuti angosciosi sulla vita delle persone.