I soggetti insulino-resistenti hanno una ridotta sensibilità all’insulina (necessaria al passaggio del glucosio dal sangue ai tessuti); di conseguenza la loro glicemia si innalza.

Se assumono un pasto carico di carboidrati o di proteine e grassi, subiscono gli stessi effetti avversi sul metabolismo?

I ricercatori del Department of Medicine, National University of Singapore, hanno somministrato a pazienti insulino-resistenti, pasti isocalorici (stessa quantità di calorie), a base di carboidrati o di grassi e proteine, in particolare 56.4% di carboidrati, 56.5% di grassi (1:1:1 di saturi, moninsaturi, polinsaturi), 51% di proteine.

A seguito delle analisi hanno riscontrato che, esclusivamente dopo il pasto carico di carboidrati, i parametri metabolici presentano un incremento significativo di insulina, glucosio e di marcatori dell’infiammazione (geni NF-kB e citochine TNFalfa).

E’ chiaro, dunque, che il consumo ripetuto di carboidrati genera risposta infiammatoria e stress ossidativo nei tessuti, oltre a indurre un maggiore rischio di malattie cardiovascolari.

Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Nutrition Journal nel dicembre 2016.

Insulino-resistenza

E’ associata ad un’infiammazione cronica di grado lieve, ossia ad un aumento di cellule immunitarie nei tessuti e di citochine pro-infiammatorie nel sangue.

Nella pratica clinica può essere diagnosticata mediante misurazione della concentrazione plasmatica di glucosio e di insulina a digiuno, oppure con la curva di glicemia e insulina sotto carico di glucosio (75 grammi).

Le cause sono numerose: fattori ormonali (eccesso di adrenalina, cortisolo, glucagone, antagonisti dell’insulina), genetici (mutazioni dei recettori insulinici), scorretto stile di vita (dieta carica di pane bianco, riso, pizza, crackers, cornetti, zucchero, patate fritte e scarso esercizio fisico).

Oltre che nei soggetti predisposti geneticamente, l'insulino-resistenza può presentarsi in quelli con ipertensione, obesità addominale, steatosi epatica, sindrome metabolica, aterosclerosi, sindrome dell’ovaio policistico e dislipidemia.

Trattamento dell’insulino-resistenza

Il più efficace è l’attività fisica regolare, associata alla dieta bilanciata con alimenti a basso indice glicemico (prugne, mele, pere, albicocche, pesche, legumi quali fagioli, lenticchie e ceci, cereali integrali, latte di soia) e ricca di ortaggi.

Il tessuto muscolare è il bersaglio principale dell'insulino-resistenza periferica; durante l'esercizio fisico, tuttavia, questo tessuto diminuisce la sua dipendenza dall'insulina ed il glucosio riesce ad entrare nelle cellule muscolari; di conseguenza, la glicemia si abbassa nel sangue.

Anche le fibre sono utili per rallentare l'assorbimento intestinale degli zuccheri (glucomannano, psillio o gomma di guar idrolizzata), oppure alcuni probiotici specifici hanno un'azione anti-infiammatoria e anti-glicemica.

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