Niente panico ma situazione monitorata: è questa la reazione del CDC, l'agenzia statunitense che si occupa del monitoraggio delle malattie nel paese, dopo che tre casi di peste sono stati segnalati su esseri umani nella contea di Santa Fe, nel Nuovo Messico, all’inizio di questa estate e che gli esami effettuati sulle pulci in due contee dell'Arizona sono risultati positivi al batterio responsabile dell'insorgere delle tre principali forme della malattia (bubbonica, setticemica, polmonare).

La peste è un problema anche ai giorni nostri

"Il dipartimento della salute della contea di Navajo chiede al pubblico di prendere delle precauzioni per ridurre il loro rischio di esposizione a questa grave malattia, che può essere presente nelle pulci, nei roditori, nei conigli e nei predatori che si nutrono di questi animali", hanno fatto sapere dall'ente tramite Facebook per avvertire i cittadini ed anche i numerosissimi turisti (la contea comprende infatti la celeberrima Monument Valley) del rischio-peste.

"La patologia può essere trasmessa agli umani e ad altri animali dal morso di una pulce infetta o per contatto diretto con un animale infetto".

Anche se può sembrare strano, visto che viviamo nel XXI secolo, negli Stati Uniti non sono affatto insoliti degli isolati casi di peste: secondo i dati del CDC la casistica è infatti di una manciata di contagi sugli esseri umani ogni anno, con due picchi di 17 nel 2006 e di 16 nel 2015. La maggior parte dei casi riguarda le aree del sud-est del paese (California, Arizona, Nuovo Messico, Colorado, Nevada e Oregon meridionale), che con il suo clima caldo offre migliori possibilità di sopravvivenza al batterio.

La peggiore epidemia della storia

La peste è una grave malattia infettiva che, a differenza di quanto molti pensano, non viene trasmessa dai ratti, bensì dalle pulci (Xenopsylla cheopis) che vivono su diversi roditori e sono portatrici del batterio Yersinia pestis.

Nonostante sia passato molto tempo, gli odierni batteri presentano fortissime similarità con quelli che tra il 1347 ed il 1352 causarono la cosiddetta "Peste Nera", la terribile epidemia che causò qualcosa come 50 milioni di morti in Europa (che, al tempo rappresentavano circa un terzo della popolazione del continente). Fortunatamente, il miglioramento delle cure mediche ha trasformato la peste in una patologia curabile, che però è ancora in grado di uccidere fino al 60% di chi dopo il contagio non si sottopone ad alcuna cura.

Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2015 la peste ha causato 584 morti nel mondo.