Visto la ricorrenza dell'XXIV Giornata mondiale alzheimer, i vertici della Federazione Alzheimer Italia hanno voluto rivelare alcune interessanti informazioni in merito alla forma di demenza senile più comune nel mondo. Nel dettaglio, è intervenuta Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione appena citata. Oltre ad un breve resoconto a livello mondiale, la Porro si è soffermata sulla situazione vigente in Italia. I dati rivelano che dalle 600 alle 700mila persone nel nostro Belpaese sono affette da Alzheimer. La demenza che va a ridurre ai minimi le capacità di riconoscimento, di memoria e di autogestirsi, di chi ne è affetto.
E' risaputo che l'Alzheimer non ha cure risolutive, ma solamente delle terapie a base di farmaci. L'obiettivo è infatti quello di rallentare i vari processi prima descritti, con la speranza di mantenere le capacità del paziente affetto il più a lungo possibile 'attive'. Avendo appurato ciò, l'unica cosa da fare è quella di prendersi cura delle persone che soffrono della forma di demenza senile più diffusa al mondo. Chi ne è affetto, non perde dunque i propri valori di persona, per tale motivo deve essere trattato, da ognuno delle persone a lui vicine, come un soggetto 'normale' che ha solo avuto la sfortuna di essere affetto da Alzheimer. Questo, in sintesi, quanto proferito dalla presidente Gabriella Salvini Porro.
Trattamenti sintomatici per affrontare l'Alzheimer
Ma, come detto, da un punto di vista strettamente medico, non è possibile curare in modo permanente l’Alzheimer. Nonostante ciò, la cosa più efficace è quella di effettuare una precoce diagnosi, che andrebbe a facilitare l'intero percorso di cure di chi ne è affetto. Percepire la presenza dell'Alzheimer con largo anticipo può facilitare dunque il proseguo della vita del malato ma anche della propria famiglia. La malattia non si può stroncare, ma il suo corso può essere modificato, questo in vista di possibili soluzioni definitive, che la medicina si sta impegnando a studiare.
Ma da cosa è scatenato l'Alzheimer? Non è ancora possibile dare una risposta, ma - come avviene per altre tipi di malattie - avere uno stile di vita scorretto, in termini di attività fisica ed alimentazione, facilita il propagarsi dell'Alzheimer, o di altri tipi di demenze senili. L'invito conclusivo è dunque quello di stare - emotivamente parlando - più vicini possibili ai cari affetti da demenze, che nel mondo ammontano a 47 milioni di persone.